Cosenza, box dato alle fiamme per eliminare la concorrenza

VIDEO | L’invidia e la volontà di impedire la prosecuzione di un'attività economica alla base della escalation di attentati intimidatori commessi ai danni di due fratelli commercianti

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di Salvatore Bruno
20 dicembre 2018
11:23

Un 29enne di Cosenza, F.R., è stato arrestato e posto ai domiciliari dalla squadra mobile, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale su richiesta della locale Procura, per i reati di tentata estorsione e illecita concorrenza con minaccia e violenza. La vicenda riguarda i gravi episodi di danneggiamento di cui sono rimasti vittime due fratelli, entrambi operanti nel settore dell’abbigliamento specialistico, in particolare divise ed abiti da lavoro, proprietari di due box commerciali lungo Via Padre Giglio.

40 mila euro di danni

Uno dei due è stato incendiato la sera del 18 novembre scorso, con l’ausilio di liquido infiammabile. Il negozio è andato completamente distrutto con un danno ammontante a circa 40 mila euro. Preso di mira anche un altro box ed un’autovettura Successivamente, la mattina del 28 novembre, uno dei due fratelli vittime della tentata estorsione, nel prendere la propria autovettura, carica di indumenti e merce da lavoro, si è accorto che, nel corso della notte, ignoti avevano tentato di dare il veicolo alle fiamme, senza esserci riusciti. Il giorno successivo, il 29 novembre, anche il suo negozio, ubicato sempre in Via Padre Giglio, era stato oggetto di un tentativo di incendio. Poi un nuovo rogo è stato appiccato questa volta, nella notte tra il 10 e l’11 dicembre, ma il pronto intervento dei vigili del fuoco ha evitato il peggio. Infine, in una escalation di azioni delittuose, la mattina del 12 dicembre, il proprietario del box ha rinvenuto nel proprio negozio materiali di stoffa lasciati lì, verosimilmente per tentare di appiccare l’ennesimo incendio.

L’autore incastrato dalle telecamere

L’attività investigativa effettuata dagli agenti della questura di Cosenza ha consentito, anche attraverso una complessa ricostruzione delle immagini di videosorveglianza, di individuare il responsabile degli atti persecutori nel figlio del titolare di un’altra attività economica situata sempre in Via Padre Giglio, operante nella vendita degli stessi prodotti commercializzati dai fratelli oggetto delle intimidazioni. Il giovane è stato immortalato dalle telecamere nel compimento di una delle numerose azioni delittuose commesse, quella del 10 dicembre. La ricostruzione di un quadro indiziario grave ed univoco ha consentito alla Procura di chiedere ed ottenere l’arresto del 29enne per il quale il Gip ha ordinato i domiciliari.

Giornalista
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