Coronavirus, a Cosenza è allarme: duemila tamponi da processare fermi in frigo

Cresce il numero dei prelievi in tutta la provincia per ampliare lo spettro del tracciamento ma mancano strutture idonee alle analisi. Appello per sbloccare l'invio fuori regione

di Salvatore Bruno
11 novembre 2020
12:53

Nella settimana tra il 28 settembre ed il 4 ottobre l'Azienza Sanitaria Provinciale di Cosenza ha prelevato 1.675 tamponi rino-faringei da sottoporre ad analisi molecolare per rilevare la positività al Covid. Adesso, la diffusione del contagio e la necessità di allargare il tracciamento, ha fatto schizzare questo dato a quota 3.616: più del doppio. E la cifra è destinata a salire ulteriormente.

Prelievi a tappeto

Il dipartimento di prevenzione ha saputo riorganizzarsi efficacemente per ampliare il raggio dello screening. Ma ogni sforzo viene vanificato dalla lentezza con cui i tamponi vengono processati. Attualmente sarebbero circa 2.000 i campioni prelevati e custoditi a norma di legge in appositi frigoriferi per garantirne la conservazione, in attesa di essere processati.

Strutture insufficienti

Il problema è noto da tempo: l'intera provincia con 150 comuni e 750 mila abitanti può contare su un solo laboratorio di virologia accreditato, quello dell'Azienda Ospedaliera, nel quale con il sacrificio degli addetti, sottoposti a turni massacranti ed anche notturni, si può arrivare a processare al massimo 450 tamponi al giorno.

Aspettando Rossano

Entro il 13 novembre entrerà in funzione il laboratorio allestito all'ospedale Giannettasio di Rossano, ma il numero sarà comunque insufficiente. E adesso che anche i laboratori di Catanzaro hanno chiuso le porte, perché oberati anche dalle richieste provenienti da Crotone e Vibo Valentia, l'Asp di Cosenza non riesce a ricevere i referti in tempi utili per contenere il contagio.

Referti lumaca

La trasmissione dei referti avviene mediamente in 7-10 giorni, troppi per mettere in atto un efficace controllo del quadro epidemiologico. L'Azienda Sanitaria ha già chiesto alla Regione Calabria l'autorizzazione ad inviare i campioni in laboratori accreditati ed idonei con sede in Campania, ma la risposta tarda ad arrivare. C'è però una situazione di emergenza in corso: per questo il direttore del dipartimento Mario Marino ed il responsabile delle Usca Sisto Milito, hanno chiesto all'Asp di non attendere la comunicazione formale del Dipartimento Tutela della Salute e di iniziare da subito l'invio dei campioni in territorio extraregionale.

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