Covid a Cosenza, l’ospedale da campo pronto entro fine mese: sorgerà a Vaglio Lise

INTERVISTA | L’attrezzatura giungerà in città dal Libano il 20 novembre. Per allestire la tenda servirà circa una settimana. Potrà ospitare 40 pazienti con posti letto di intensiva e sub-intensiva

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di Salvatore Bruno
14 novembre 2020
17:39
Cosenza, riunione in Comune per l’allestimento dell’ospedale militare
Cosenza, riunione in Comune per l’allestimento dell’ospedale militare

A Vaglio Lise doveva sorgere, nelle intenzioni di Mario Oliverio nella sua qualità di presidente della Regione, il nuovo ospedale Hub della città di Cosenza. Una indicazione alla quale si è strenuamente opposto Mario Occhiuto.

Che fine ha fatto il nuovo ospedale?

Le conseguenze le conosciamo tutti: per mesi il braccio di ferro è andato avanti a colpi di dichiarazioni, accuse, riunioni e conferenze stampa. Il risultato pure: risorse pubbliche per migliaia di euro sono state spese per studi di fattibilità di cui non si è tenuto conto mentre il nuovo ospedale non è stato costruito ed è caduto nel dimenticatoio. Adesso, per ironia della sorte, il sindaco, insieme agli emissari dell’esercito e della Protezione Civile, ha individuato proprio a Vaglio Lise, l’area in cui allestire un ospedale militare per la cura di pazienti Covid.

Pronto entro fine mese

La zona è stata oggetto di un sopralluogo seguito alla riunione operativa convocata in mattinata a Palazzo dei Bruzi. Si tratta di un piazzale di circa 25 mila metri quadri adiacenti la stazione, di proprietà delle ferrovie con cui è già stata avviata una interlocuzione per il rilascio delle necessarie concessioni. Nella tensostruttura ci sarà posto per 40 ospiti con letti destinati anche alla terapia intensiva e sub-intensiva. Il 20 novembre giungeranno in città le attrezzatura. Per il 27 novembre l’ospedale da campo dovrebbe entrare in funzione.

Ci sarà anche una Tac 

La struttura arriverà dal Libano. Le operazioni preliminari di installazione avranno inizio, informa un comunicato di Palazzo dei Bruzi, già da lunedì 16 novembre. Tra personale sanitario e tecnici, appartenenti all’esercito, potrà contare su 50 unità e sarà attrezzato anche di una Tac per monitorare l’evoluzione delle polmoniti interstiziali, una delle gravi patologie causate dal coronavirus. Abbiamo intervistato il dirigente della Protezione Civile Regionale Fortunato Varone.

 

Giornalista
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