Cosenza, la Madonna del Pilerio all’Annunziata e nell’ospedale da campo: video

A causa del Covid non si terrà la tradizionale processione e la sacra effige della Vergine è stata condotta in visita nei nosocomi cittadini. Il vescovo Nolè: «Sia di conforto agli ammalati e sostenga chi si prende cura di loro»

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di Salvatore Bruno
11 febbraio 2021
22:33
La sacra effige del Pilerio in visita all’Annunziata
La sacra effige del Pilerio in visita all’Annunziata

Nella giornata della Madonna del Pilerio a causa della pandemia non si terrà la tradizionale processione per le vie di Cosenza. Ma la Cattedrale è ugualmente il cuore delle celebrazioni, la più importante delle quali, alle 11,30 è presieduta dal Vescovo Francesco Nolè per l’offerta del cero votivo con le autorità locali.

In preghiera per gli ammalati

Nella vigilia della festa della Patrona, la sacra effige della Vergine riprodotta nel Quadro Divino dipinto nel XIII secolo, scortato dalle forze dell'ordine, è stato condotta in visita negli ospedali cittadini, in coincidenza con la giornata mondiale dei malati che ricorre proprio l’11 febbraio. All'ospedale dell'Annunziata il presule, accolto da Francesco Zinno, direttore sanitario facente funzioni della struttura, ha pregato per i ricoverati, invocando l'intercessione di Maria ed il conforto della Santa Madre nei luoghi della sofferenza.


La visita nel presidio sanitario dell'esercito

Il corteo si è poi trasferito all'ospedale dell'esercito, a Vaglio Lise, dove monsignor Nolè ha incontrato il colonnello Francesco Rizzo, direttore del presidio militare. Nel filmato allegato proponiamo le immagini della visita ed uno dei passaggi più significativi del messaggio di monsignor Nolè ai fedeli, il cui testo è integralmente riportato in calce.

Il messaggio di monsignor Nolè ai fedeli

Carissimi fratelli e sorelle della Diocesi di Cosenza-Bisignano, quest’anno la Festa della Madonna del Pilerio la celebreremo con fervore più vivo e fiduciosa speranza: la pandemia che stiamo vivendo da ormai quasi un anno, infatti, ci fa tornare con la mente alle origini della devozione verso la Protettrice della nostra città. La terribile pestilenza del 1576, il terremoto del 12 febbraio 1854, così come tanti altri eventi funesti per il popolo cosentino hanno fatto scoprire la sua presenza di Madre sollecita verso i bisogni dei figli.

L’Icona originale della Madonna, esposta quest’anno straordinariamente nella nostra Cattedrale, come in tanti altri momenti eccezionali della vita della città, ci mostra un volto tenero ed amorevole, con il segno di una sofferenza che Ella, come tutte le nostre sante mamme, non si risparmia di assumere per avere più compassione per la sofferenza dei figli. Lo sguardo materno che contempliamo, ammirandola, ci rassicura che la Vergine del Pilerio, già invocata nelle nostre case in comunione di preghiera durante la prima ondata della pandemia, soffre con noi, conforta i nostri ammalati e gli anziani, assiste chi se ne prende cura, ridona la speranza perduta alle famiglie, suscita l’entusiasmo e l’amore per la vita ai giovani, benedice le nostre comunità parrocchiali, continua a ricordarci l’attenzione alla responsabilità per la nostra vita e per quella dei nostri fratelli.

Quest’anno Maria non percorrerà le nostre strade in processione: farà visita a due luoghi di sofferenza cittadini, l’ospedale civile e quello militare e, forse, più avanti altri luoghi – simbolo della città, ma continuerà a parlare al cuore di tutti i suoi figli, come solo una madre amorevole sa fare, ripetendoci quanto già disse a Cana: «fate quello che Egli vi dirà!».

In questo 12 febbraio così particolare vogliamo perciò accogliere il suo invito, e permettere al suo Figlio Gesù di parlare alla nostra vita: forse così riscopriremo la via per ritrovare noi stessi e la nostra felicità: l’obbedienza alla Parola di Dio. Vi saluto e vi benedico tutti, invocando su di voi l’aiuto e la protezione di Maria, nostra Madre, davanti al Quadro Divino, come lo chiamavano i nostri antenati.

Giornalista
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