Tragedia sfiorata

Cosenza, precipita sui materassi messi dai migranti e si salva dall’incendio. Il drammatico VIDEO

VIDEO | Provvidenziale intervento di alcuni cittadini egiziani e pakistani che da anni vivono in città. Il Comune: «La situazione nel centro storico è drammatica ma senza l'intervento dei privati possiamo fare poco»

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di Antonio Clausi
12 novembre 2022
14:00

Hanno evitato il peggio salvando un uomo dalle fiamme. Migranti di nazionalità egiziana e pakistana sono gli eroi di giornata che, a fronte dell’ennesima potenziale tragedia sfiorata nel centro storico di Cosenza, si sono precipitati per salvare la vita di un ragazzo di 28 anni insieme ai vigili del fuoco arrivati nel frattempo sul posto. Il giovane, come dimostrano le immagini del video tratto dalla pagina Cosenza 2.0, è stato costretto ad abbandonare la propria abitazione appeso a dei panni stesi dal balcone e a lanciarsi di sotto.

L’intervento dei migranti dei vigili del fuoco

I migranti che vivono nel quartiere e lavorano da anni a Cosenza, avevano nel frattempo steso sull’asfalto i loro materassi per cercare in qualche modo di attutire l’impatto al suolo. Ci sono riusciti, anche se il 28enne italiano è stato immediatamente trasportato presso l’ospedale civile dell’Annunziata.


Ad ogni modo, da tempo le associazioni che operano nel centro storico di Cosenza denunciano con veemenza lo stato di abbandono di palazzi, sempre più pericolanti. Non sono poche, purtroppo, le persone che vivono ugualmente al loro interno spesso a causa della povertà e della disperazione. Tra crolli, incendi e tragedie, la situazione è diventata ovviamente insostenibile.

«Impossibile intervenire su edifici privati»

Il consigliere delegato al Centro Storico, Francesco Alimena, interviene a riguardo. «Non sappiamo come si sia sviluppato l’incendio, ma è stato necessario del tempo per domarlo considerate le difficoltà intrinseche ad intervenire tra i vicoli di Cosenza Vecchia e a spegnere fiamme che interessano delle travi antiche».

«Il giovane, ad ogni modo, non doveva trovarsi lì, in un sottotetto di un palazzo storico assimilabile ormai ad un rudere – continua Alimena -. Sottolineo l’estremo coraggio dimostrato per salvargli la vita dai migranti che sono intervenuti per dar sostegno ai vigili del fuoco, che ringrazio. Come si ricorderà, avevamo dato l’esecuzione al progetto per l’installazione di nuovi idranti nel centro storico ed i primi tre sono stati piazzati. Da gennaio è previsto che ogni angolo verrà dotato di una pompa antincendio per favorire il passaggio delle autobotti come prevede il progetto denominato sottoservizi del Cis».

«Rimedi? Finché i proprietari degli immobili non decideranno di intervenire, il comune non può fare nulla, posto che abbiamo chiesto alla Protezione Civile regionale dei fondi per mettere in sicurezza gli edifici. Il sindaco, che ha fatto richiesta ufficiale insieme al dirigente cittadino della Prociv – chiude Alimena – non ha avuto risposta».

«Sentimento di rassegnazione»

Il Comitato Piazza Piccola è laconico. «Nemmeno la morte della famiglia Noce di pochi anni fa è stata da insegnamento per le amministrazioni ad intervenire con controlli sui palazzi abbandonati e nel porre rimedio con colonnine antiincendio mancanti nella zona e sistemi di prevenzione – si legge in una nota -. L’ennesima dimostrazione di una fragilità estrema che riguarda questa parte di città, ormai umiliata e dimenticata da tutti. Un sentimento di rassegnazione che fa male. Pensare che non possa esserci un futuro diverso da questo o prospettive alternative significa fare morire anche la minima speranza di recupero».

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