Il virus non molla

Covid, +59% di contagi in una settimana: Reggio Calabria la provincia italiana con il più forte aumento

Vibo Valentia e Caltanissetta unici territori in cui si registra un riduzione dei nuovi casi. In salita anche ricoveri e terapie intensive, mentre scendono i decessi. Ecco tutti i dati del monitoraggio di Gimbe

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di Redazione
23 giugno 2022
11:37

In una settimana i contagi da Covid-19 sono aumentati del 59,9%. In salita anche i ricoveri in area medica (+14,4%) e le terapie intensive (+12,6%). Peggiorano dunque i numeri relativi alla pandemia in Italia, secondo quanto riporta il monitoraggio della Fondazione Gimbe per la settimana 15-21 giugno. Calano invece i decessi, che segnano un -19%.

Calano i contagi a Vibo, forte aumento a Reggio

L'aumento dei nuovi contagi (255.442) riguarda tutte le regioni, dal +31,3% della Valle D'Aosta al +91,5% del Friuli-Venezia Giulia. Rispetto alla settimana precedente, solo in 2 province si registra una riduzione percentuale dei nuovi casi: Caltanissetta -10,2% e Vibo Valentia -10,2%.


Salgono invece a 105 le province in cui si rileva un aumento (dal +5,6% di Crotone al +131,7% di Reggio Calabria). Inoltre, in 16 province l'incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti: Cagliari (934), Sud Sardegna (705), Roma (635), Ragusa (607), Palermo (602), Venezia (592), Rimini (583), Catania (583), Treviso (580), Siracusa (579), Forlì-Cesena (570), Ravenna (555), Udine (526), Terni (505), Foggia (503), Bologna (502).

Aumento ricoveri e intensive

In salita anche gli indicatori ospedalieri, con l'area medica che segna un incremento di oltre 700 posti letto Covid in 10 giorni. «Sul fronte degli ospedali - afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe - l'incremento dei nuovi casi ha determinato un'inversione di tendenza nei ricoveri sia in area medica (+14,4%) che in terapia intensiva (+12,6%)». In particolare, in area critica dal minimo di 183 del 12 giugno i posti letto occupati sono saliti a 206 il 21 giugno; in area medica, invece, dopo aver toccato il minimo di 4.076 l'11 giugno, sono risaliti a quota 4.803 il 21 giugno. Al 21 giugno il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 7,5% in area medica (dal 3,6% del Piemonte al 17,2% di Umbria e Sicilia) e del 2,2% in area critica.

Tornano a scendere i decessi: 337 negli ultimi 7 giorni (di cui 52 riferiti a periodi precedenti), con una media di 48 al giorno rispetto ai 59 della settimana precedente.

Campagna vaccinale in stallo

La campagna vaccinale, riporta ancora il monitoraggio di Gimbe, è in stallo: al 22 giugno sono 6,85 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, di cui 4,03 milioni attualmente vaccinabili e 2,82 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da Covid-19 da meno di 180 giorni.

Diminuiscono inoltre i nuovi vaccinati, che sono 2.981 rispetto ai 3.253 della settimana precedente (-8,4%). In particolare, 5,51 milioni di italiani sono senza terza dose e 4,05 milioni di fragili sono senza quarta dose.

Cartabellotta: «Prudenza, no all'abolizione dell'isolamento per i positivi»

La Fondazione invita dunque alla prudenza, sottolineando come abolire l'isolamento dei positivi sia «antiscientifico e rischioso per la salute pubblica».

«La progressiva diffusione delle varianti BA.4 e BA.5 - afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta - ha contribuito ad una netta ripresa della circolazione virale in tutto il Paese con effetti già evidenti anche sugli ospedali: in particolare, in area medica dove in 10 giorni si registra un incremento di oltre 700 posti letto occupati da pazienti Covid. Di conseguenza, la Fondazione invita alla cautela per almeno tre ragioni. Innanzitutto il numero dei positivi (circa 600 mila) è largamente sottostimato per il massiccio utilizzo dei tamponi fai-da-te con notifica parziale dei test positivi; in secondo luogo, è impossibile stimare l'entità di questa risalita d'inizio estate e i tempi per raggiungere il picco; infine, lo stallo della campagna vaccinale ha generato una popolazione attualmente suscettibile all'infezione molto estesa».

Di conseguenza, in questa fase della pandemia, avverte Gimbe, «è fondamentale ridurre la circolazione virale, in particolare indossando la mascherina nei locali al chiuso, specialmente se affollati e/o poco ventilati e in condizioni di grandi assembramenti anche all'aperto. Le istituzioni, dal canto loro, devono potenziare la campagna vaccinale in tutte le persone a rischio di malattia grave, aumentando la copertura con la terza dose negli over 50 e con la quarta dose in tutte le persone vulnerabili incluse nella platea. Last not but least, evitare di disorientare la popolazione con proposte antiscientifiche e rischiose per la salute pubblica, quale l'abolizione dell'isolamento per i positivi».

I dati della Calabria

In Calabria, nella settimana dal15 al 21 giugno, si registra una performance in miglioramento per i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti (1.694) ma si evidenzia un aumento dei nuovi casi (66,2%) rispetto alla settimana precedente.

Nel dettaglio, i nuovi casi per 100.000 abitanti riscontrati nell'ultima settimana su base provinciale vedono Catanzaro con 389 (+39% rispetto alla settimana precedente); Reggio Calabria 350 (+131,7%); Cosenza 349 (+70,9%); Crotone 218 (+5,6%); Vibo Valentia 99 (-10,2%).

Sopra media nazionale i posti letto in area medica (14,8%) e in terapia intensiva (3,8%) occupati da pazienti Covid-19.

La percentuale di popolazione over 5 anni che non ha ricevuto nessuna dose di vaccino - è scritto nel report di Gimbe - è pari al 10,2% (media Italia 7%) a cui aggiungere la popolazione over 5 anni temporaneamente protetta, in quanto guarita da Covid-19 da meno di 180 giorni, pari al 4%. La percentuale di popolazione over 5 anni che non ha ricevuto la terza dose di vaccino è pari a 13,5% (media Italia 11,5%) a cui aggiungere la popolazione over 5 anni guarita da meno di 120 giorni, che non può ricevere la terza dose nell'immediato, pari al 6,8%. Il tasso di copertura vaccinale con quarta dose (persone immunocompromesse) è del 8,8% (media Italia 40%) mentre quello con quarta dose (over 80, ospiti RSA e fragili fascia 60-79) è del 5,5% (media Italia 19,1%). La popolazione 5-11 che ha completato il ciclo vaccinale, riporta la rilevazione Gimbe, è pari al 40,9% (media Italia 34,8%) a cui aggiungere un ulteriore 4,1% (media Italia 3,4%) solo con prima dose. 

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