Covid, all'ospedale Cosenza un nuovo reparto con 20 posti per fronteggiare l’emergenza

VIDEO | Si cercano soluzioni per fronteggiare l'accesso in pronto soccorso di pazienti con coronavirus. Pubblicate intanto due manifestazioni di interesse per il reclutamento di infermieri ed Oss

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di Salvatore Bruno
7 aprile 2021
16:46
La riunione dell’Unità di crisi dell’Azienda Ospedaliera in corso a Cosenza
La riunione dell’Unità di crisi dell’Azienda Ospedaliera in corso a Cosenza

Si va verso l’attivazione di un altro reparto Covid nell’Hub dell’Annunziata per portare la ricettività complessiva del presidio a 160 posti letto, 19 dei quali di terapia intensiva al momento tutti occupati. È questo l’indirizzo emerso durante la riunione dell’Unità di crisi dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza presieduta dal commissario Isabella Mastrobuono e dal direttore sanitario Angelo Barbato.

L'ospedale militare continuerà la campagna vaccini

Con ogni probabilità, anche per una questione logistica, sarà sacrificata la divisione di ortopedia i cui pazienti verranno temporaneamente collocati altrove. Nessuna possibilità invece di ripristinare l’ospedale militare: «In questa fase le vaccinazioni devono avere un impulso molto importante. E la struttura dell’esercito sta procedendo alle somministrazioni sei giorni la settimana per dodici ore al giorno» ha spiegato Angelo Barbato.


Nuovo personale in arrivo

Per reclutare Oss ed infermieri l’Azienda Ospedaliera ha pure pubblicato una manifestazione di interesse: «Abbiamo chiesto lo sblocco del turnover - ha aggiunto il direttore sanitario - ma nell’attesa dobbiamo procedere con una manifestazione d’interesse per personale infermieristico e operatori socio sanitario con fondi Covid, perché in questa fase emergenziale abbiamo bisogno di personale oltre che di posti letto. Fondamentale, però – ha sottolineato - è anche il comportamento dei cittadini».

Sanitari no vax

Infine, al momento risultano essere una quarantina gli operatori sanitari dell’Azienda ospedaliera che hanno rifiutato il vaccino. «A queste persone - ha precisato il direttore sanitario - abbiamo chiesto di ripensarci e aderire alla campagna vaccinale. Se non dovessero cambiare idea applicheremo quanto previsto nel decreto approvato dal Consiglio dei Ministri il primo di aprile». Nel video, l'intervista ad Angelo Barbato

 

Giornalista
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