Covid, aumentano i contagi nel Cosentino: Colosimi e San Martino di Finita a rischio zona rossa

VIDEO | Monitoraggio attivo per contenere nuovi focolai individuati nella provincia di Cosenza. Intanto il laboratorio dell'esercito allestito a Vaglio Lise ha cessato le attività: si dilatano i tempi del tracciamento

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di Salvatore Bruno
21 luglio 2021
13:06

Hanno raggiunto quota 102 i casi di Covid acclarati nell'abitato di Terranova da Sibari. In buona parte i soggetti positivi sono avviati a guarigione, ma per prudenza l'Asp ha chiesto di confermare per una ulteriore settimana la zona rossa già in vigore.

Vaccinazioni straordinarie

Inoltre per le giornate di venerdì e sabato è stata disposta un'attività di vaccinazione straordinaria con l'obiettivo di sensibilizzare l'adesione di quella residua fascia di popolazione restia a sottoporsi al trattamento. L'ambulatorio sarà allestito nel Palazzetto dello Sport. Sarà possibile accedervi, senza prenotazione, il 23 e il 24 luglio dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18.


I casi di San Martino e Colosimi

Ma ci sono altri comuni sui quali si concentra in queste ore l'attenzione dei sanitari del dipartimento di prevenzione e che potrebbero essere oggetto di restrizioni: quello di San Martino di Finita, dove il coronavirus ha contagiato anche il sindaco Paolo Calabrese, e di Colosimi, nel quale si attendono gli esiti dei tamponi molecolari per una ventina di contatti stretti di due bambine, risultate positive.

Il dibattito sul tracciamento

Proprio sul fronte del tracciamento torna ad aprirsi il dibattito sulla carenza di strutture per processare i campioni. Da qualche giorno non è più operativo il laboratorio allestito dai militari nella tensostruttura di Vaglio Lise a Cosenza. Quello dello spoke di Corigliano-Rossano non va oltre l'analisi di cento tamponi al giorno mentre il laboratorio dell'Annunziata soffre la carenza di personale acuita dal prossimo trasferimento di uno dei tecnici in servizio a tempo determinato con contratto in scadenza il 31 luglio, che ha già ricevuto un'offerta di lavoro stabile dal presidio sanitario dell'Inrca.

In attesa del'Unical

Una delle province più vaste d'Italia, con circa 700 mila abitanti, dovrà quindi continuare a rivolgersi alle strutture del Mater Domini e del Pugliese Ciaccio di Catanzaro, dilatando i tempi di processazione. Per evitare che il sistema possa andare in sofferenza rimane valida la soluzione offerta dal centro sanitario dell'Università della Calabria, ma la burocrazia ha i suoi tempi e da quanto si apprende, la Regione non ha ancora perfezionato le necessarie procedure per attivare la convenzione.

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