Covid, monoclonali al via in 15 regioni: la Calabria ancora non pervenuta

Sono partite con la somministrazione ai pazienti con sintomi lievi o moderati del virus che presentino particolari fattori di rischio, come dializzati obesi, diabetici con complicanze o trapiantati

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di Redazione
28 marzo 2021
18:35

Anche sui monoclonali per curare il Covid-19 la Calabria rischia di rimanere indietro, così come sta avvenendo nella vaccinazione. Secondo quanto si apprende dall’Ansa, infatti, la maggior parte delle regioni italiane, al momento 15 e la lista è in continuo aggiornamento, sono partite con la somministrazione di anticorpi monoclonali a pazienti con sintomi lievi o moderati di Covid-19 che presentino particolari fattori di rischio, come dializzati obesi, diabetici con complicanze o trapiantati. Tra le regioni su cui mancano invece al momento notizie c’è anche la Calabria, oltre a Province Autonome di Bolzano e Trento e a Molise, Basilicata e Sardegna.

Anticorpi prodotti in laboratorio, resi famosi da Donald Trump, i monoclonali hanno avuto il via libera dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) in via emergenziale, in attesa dell'autorizzazione vera e propria. Questi farmaci, per i quali sono previsti 400 milioni nel decreto Sostegni, possono venire somministrati endovena in centri specialistici entro i primi dieci giorni dalla comparsa dei sintomi nei pazienti selezionati dalle Usca e dai medici di medicina generale. L'accelerazione c'è stata con l'arrivo, nei giorni scorsi delle prime 150mila dosi acquistate dal Governo degli anticorpi di Eli Lilly e Regeneron, ma alcune Regioni si erano già mosse prima. Avanti con le somministrazioni è la Liguria, che è stata la prima a impiegarli in quattro centri. Sono già 11 i malati liguri curati e il primo, un signore di 71 anni con cardiopatia, è stato trattato il 18 marzo al Policlinico San Martino di Genova, nella Clinica di Malattie Infettive diretta da Matteo Bassetti.


Il giorno dopo è stata la volta del Friuli Venezia Giulia, con l'ospedale di Udine, e del Veneto, con la Ulss 2 della Marca Trevigiana, su due pazienti di 32 e 68 anni. Tra i primi centri in Italia ad avere utilizzato gli anticorpi monoclonali c'è l'ospedale Parini di Aosta. Nel Lazio le strutture che possono somministrarli sono già 11, tra cui il Policlinico di Tor Vergata e l'Umberto I. La Regione, è anche la prima ad aver avviato una vera e propria sperimentazione su questi anticorpi presso l'Istituto Spallanzani.

Il 19 marzo è stata la volta delle Marche, con l'azienda ospedaliera Marche Nord, dove i farmaci sono stati somministrati a tre persone sottoposte a trapianto di rene e nelle quali la cui terapia immunosoppressiva era stata interrotta per il contagio da coronavirus. Sempre il 19 in Campania sono stati somministrati all'ospedale del Mare di Napoli a un 57enne dializzato, diabetico e iperteso.

Nell'ospedale di Spoleto, una 78enne, in dialisi da 32 anni, è stata la prima paziente sottoposta alla terapia in Umbria, dove sono 4 i centri dove vi farmaci erranno somministrati. Le prime dosi sono arrivate il 22 marzo in Toscana, dove sono finora 12 le strutture idonee a praticare la terapia, coordinate da una cabina di regia regionale. Nella stessa regione da giugno potrebbero esser prodotti i monoclonali italiani, frutto della ricerca di Toscana Life Sciences, mentre anche Gsk, forte di dati che mostrano un'efficacia dell'85% nel ridurre ricoveri e morte, sta per chiedere l'autorizzazione in via emergenziale.

In Piemonte la prima somministrazione è del 24 marzo, nell'ospedale di Alessandria; il 25 è stata la volta dell'Emilia-Romagna, con il Sant'Orsola di Bologna, ed è stata fatta la prima consegna all'ospedale Perrino di Brindisi. Per Filippo Anelli, presidente della Federazione Ordini dei Medici (Fnomceo), questi farmaci «sono uno strumento fondamentale soprattutto nei soggetti più fragili. È la prima grande opportunità terapeutica, capace di cambiare la storia clinica della malattia riducendo i rischi di ricovero e di complicanze in un momento di carenza dei vaccini».

I monoclonali sono arrivati il 25 marzo anche in Lombardia, nella farmacia dell'ospedale Maggiore di Cremona e i centri autorizzati sono già 17. Il 27 sono partite anche la Sicilia, con Caltanissetta, e l'Abruzzo, con Avezzano. Mancano invece al momento notizie relative alle Province Autonome di Bolzano e Trento, e a Molise, Basilicata, Calabria e Sardegna.

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