Emergenza pandemia

Covid nel Crotonese, a Petilia Policastro impennata di contagi: il sindaco invoca la zona rossa

Il primo cittadino Saporito rende noto che negli ultimi 4 giorni 213 persone sono risultate positive al test antigenico, mentre sono 57 i casi attivi accertati da tampone molecolare dell'Asp

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di Francesca Caiazzo
6 gennaio 2022
21:30

I contagi da Covid aumentano in maniera esponenziale e il sindaco invoca la zona rossa. Accade a Petilia Policastro, dove si è conclusa oggi la tre giorni di campagna di screening gratuita promossa dal Comune, rivolta alla popolazione scolastica (alunni, personale Ata e personale docente) e a persone con difficoltà economiche. L’iniziativa, avviata al fine di consentire un ritorno a scuola in presenza in sicurezza, si era resa necessaria alla luce delle difficoltà di monitoraggio e tracciamento da parte dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone.

I dati

In particolare, nella prima giornata di screening sono stati effettuati 224 tamponi, dei quali 23 (di cui 4 relativi a minorenni) hanno dato esito positivo. Nella seconda giornata, i test eseguiti sono stati 226, con 29 positivi (8 minorenni), mentre nella terza e ultima giornata 61 (18 minorenni) dei 362 tamponi somministrati hanno dato esito positivo.


Ufficialmente, al momento nella cittadina del Crotonese, risultano 57 positivi accertati dall’Asp, ma complessivamente, tra i test antigenici eseguiti nell’ambito della campagna gratuita e quelli eseguiti in maniera autonoma in farmacia, negli ultimi quattro giorni, sono risultati positivi 213 soggetti, tutti in attesa di essere sottoposti al tampone molecolare.

«Sono numeri troppo elevati, che confermano un aumento esponenziale dei contagi e la difficoltà del monitoraggio e del tracciamento dei contatti stretti» scrive il sindaco, Simone Saporito, nella richiesta che sarà inoltrata ad Asp, Prefettura di Crotone e Regione Calabria nelle prossime ore.

La richiesta del sindaco

Il primo cittadino, «preso atto delle grandi difficoltà dell’Asp a poter fronteggiare tempestivamente un simile sovraccarico di lavoro, insostenibile con le risorse ad oggi a disposizione» e considerando anche «la situazione di fragilità delle strutture sanitarie presenti sul territorio», chiede, dunque, di valutare l’adozione di misure restrittive (anche la zona rossa, appunto).

Disposizioni che andrebbero adottate «per il tempo necessario a far rientrare sotto controllo il monitoraggio ed il tracciamento dei contatti stretti, al fine di realizzare una compiuta azione di prevenzione che impone l'assunzione immediata di ogni misura di contenimento e di gestione adeguata e proporzionata all'evolversi della situazione epidemiologica e che consentono di individuare idonee precauzioni per fronteggiare adeguatamente possibili situazioni di pregiudizio, nonché di salvaguardare la pubblica incolumità e la sicurezza dell'intera comunità».

Giornalista
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