Crotone, il Comune incontra Eni per la bonifica dell’ex sito industriale: «Rimodulare il progetto»

VIDEO | L’amministrazione chiede che si intervenga nelle aree maggiormente contaminate dove attualmente è prevista  una semplice messa in sicurezza permanente. Ma resta il problema dello smaltimento dei rifiuti pericolosi

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di Francesca Caiazzo
28 aprile 2021
17:27

Il Piano operativo di bonifica Fase 2 può essere rimodulato. Eni Rewind (ex Syndial) e Comune di Crotone hanno avviato un dialogo per modificare gli interventi previsti nell’area dell’ex sito industriale. Oggi, un primo incontro – ritenuto proficuo e collaborativo da entrambe le parti - al quale seguiranno altri tavoli tecnici per individuare metodi e percorsi da attuare senza alterare il costo economico dell’operazione, che ammonta a 305 milioni di euro. Poi, le rimodulazioni dovranno passare al vaglio della Conferenza dei servizi.

Bonifica vera e non messa in sicurezza

Il sindaco Vincenzo Voce ha ribadito la necessità di eseguire una bonifica vera, soprattutto nelle aree più contaminate, dove non si può accettare una semplice messa in sicurezza. «C’è l’area denominata ex impianti (dell'ex Pertusola), ad esempio, che nel corposo progetto, viene liquidata in due righe. È stato scritto che siccome è pavimentata può essere considerata come già messa in sicurezza permanente. Non è così: i suoli sono altamente contaminati, la contaminazione ha superato la barriera di argilla e bisogna intervenire» ha spiegato il primo cittadino a margine dell’incontro odierno.


Poi ha aggiunto: «Con gli stessi soldi, si potrebbe intervenire seriamente dove i suoli sono contaminati da sostanze cancerogene e lasciar perdere le piccole aree». Insomma, per Voce «quanto Eni Rewind prevede di spendere, garantisce una bonifica che consenta di restituire le aree alla collettività».

Lo smaltimento dei rifiuti pericolosi

Resta però il problema dello smaltimento dei materiali inquinanti che, dopo essere stati quantificati, dovranno essere rimossi. In Italia sono pochissimi i siti che trattano tali rifiuti speciali e pericolosi, uno si trova proprio a Crotone e appartiene al gruppo Sovreco. La Regione Calabria, però, nel Paur (provvedimento autorizzatorio unico regionale) ha posto il vincolo di non poter utilizzare le discariche sul territorio per lo smaltimento di questo tipo di rifiuti, che devono essere portati oltre i confini regionali. Eni ha presentato ricorso, ritenendo che il provvedimento metta a rischio la fattibilità dell’intero progetto. Voce si dice certo che la multinazionale vincerà il ricorso, ma non è altrettanto sicuro sulla destinazione dei materiali inquinanti: «Intanto dobbiamo quantificarli per capire cosa va veramente rimosso. Poi, mi risulta che la discarica privata per rifiuti pericolosi di Crotone non sia in grado di accogliere tutti quei suoli contaminati».

I partecipanti all’incontro

Alla riunione con il sindaco Voce hanno partecipato la vice sindaco Rossella Parise, gli assessori Sandro Cretella e Antonio Scandale, il segretario generale Matteo Sperandeo, dirigenti e funzionari del settore ambiente e i consiglieri comunali Nicola Corigliano e Antonio Manica. Per Eni Rewind erano presenti in video conferenza Enrica Barbaresi (responsabile relazioni istituzionali) e Francesco Misuraca (direttore Ingegneria e Bonifiche ambientali), e in presenza Carlo Montella (program manager Calabria e Sicilia).

Giornalista
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