Crotone, un progetto di educazione finanziaria per non cadere nella rete degli usurai

VIDEO | L’iniziativa rivolta agli studenti delle scuole superiori è promossa dalla Fondazione antiusura Zaccheo. Monsignor Panzetta: «Bisogna educare le persone a gestire responsabilmente il denaro ma anche la propria vita»

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di Francesca Caiazzo
30 ottobre 2021
23:00

Impara a gestire il tuo denaro è il titolo del progetto rivolto ai giovani promosso dalla Fondazione antiusura Zaccheo di Crotone, insieme al Movimento dei Focolari a Economia di comunione, finanziato con fondi antiusura ministeriali. L’iniziativa, presentata questa mattina, si rivolge agli studenti delle scuole superiori per «aiutare le nuove generazioni a capire i danni provocati dal cattivo uso del denaro, che porta all’eccessivo indebitamento e, di conseguenza, all’usuraio».

Impara a gestire il tuo denaro

Il progetto è stato già avviato in via sperimentale all’Istituto Donegani di Crotone: «Ai ragazzi spiego il corretto utilizzo di tutti gli strumenti finanziari. La finanza, fondamentalmente è fatta di tre grandi mondi: il credito, l’assicurativo e il risparmio. Spaziamo quindi a 360 gradi su tutti gli argomenti finanziari, ma mi faccio aiutare anche da altri professionisti, un sociologo e uno psicologo, per fare un focus dal loro punto di vista» spiega Gianluca Vumbaca, consulente finanziario e ideatore del progetto.


La missione della Fondazione Zaccheo

Nata 25 anni fa per volere dell’allora vescovo monsignor Giuseppe Agostino, la Fondazione Zaccheo si propone di aiutare chi ha bisogno di liquidità a non cadere nella rete della criminalità, in un territorio ad altissimo rischio, come dimostrano anche i recenti arresti operati proprio nel Crotonese. «Gli usurai – commenta l’arcivescovo di Crotone-Santa Severina, monsignor Angelo Raffaele Panzetta - si prendono la vita delle persone e questo è un problema che chiama in causa tutti, credenti e non credenti. La nostra comunità ecclesiale, già nel 1996, ha pensato a questa struttura, che è un piccolo segno, non risolve tutti i problemi, ma segnala un’attenzione peculiare al problema».

Educare alla prevenzione

Educare, quindi, è la parola chiave. Capire come funziona il credito, cos’è il mondo assicurativo e quali sono le forme di risparmio. Ma non solo: «La fondazione, non solo cerca di aiutare le persone a trovare la possibilità di ottenere credito e microcredito per fronteggiare momenti di crisi e quindi - aggiunge Panzetta - non cadere in mano agli usurai, ma svolge anche un’opera educativa di prevenzione. La necessità che il denaro sia gestito in modo responsabile è un tema molto importante, perché a volte viviamo al di sopra delle nostre possibilità. È un tema molto ampio, perché non si tratta di educare solo a gestire responsabilmente il proprio denaro, bisogna educare le persone a gestire responsabilmente la propria vita».

Il rapporto con le banche

La Fondazione Zaccheo collabora anche con alcune banche. Un rapporto consolidato che si è rafforzato proprio durante questi ultimi due anni di crisi dovuti alla pandemia «attraverso dei finanziamenti erogati a chi ha situazioni di bisogno, che vengono valutate in primis dalla Fondazione e poi anche dalla banca» spiega Cosimo Puglia, direttore generale della Bcc del Crotonese. L’istituto di credito cooperativo, «tendenzialmente molto locale e vicino al territorio», ha anche creato un fondo, in collaborazione con la fondazione e con la Caritas diocesana di Crotone, «destinato alle persone più bisognose» e che prevede «finanziamenti di importo minimo fino a 3 mila euro».

Rivede la legge antiusura

Serve, infine, rivedere la legge antiusura che è del 1996 quando «le condizioni sociali ed economiche erano profondamente diverse, come lo erano i rapporti con le banche, che oggi tendono alla fusione per la creazione di colossi bancari. Non contestiamo questa scelta, quanto la perdita di connessione con il territorio» osserva Attilio Simeone, consulente della Commissione parlamentare antimafia.

«L’usura, soprattutto in tempi di pandemia, si nutre proprio della mancanza di relazioni solide sul territorio, tanto da non essere più interessata – aggiunge l’esperto - al singolo prestito usurario, quanto ad entrare nella compagine delle società, fino a controllarle e praticare così un’attività altrettanto pericolosa, che è quella del riciclaggio di denaro sporco». Secondo Simeone, oggi più che mai serve praticare un’opera di prevenzione «andando a correggere le cause che portano soggetti privati e imprese al sovra-indebitamento» e non consentendo, così, all’usuraio di trovare terreno fertile in cui praticare la sua attività criminale.

Giornalista
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