Sanità, il sistema informativo unico ancora non va ma l’Ati precisa: «Non è colpa nostra»

Dopo un mese dall’uscita del nostro articolo sui problemi che costringono le Asp a nuovi esborsi per procedere agli adempimenti contabili, la Data processing Spa precisa: «Impossibilità tecnica di elaborare di dati gestiti e posseduti da altra società»

di Redazione
11 marzo 2020
14:32

Riceviamo e pubblichiamo:
«Egregio Direttore Le scrivo nell’interesse della Data Processing SpA in riferimento all’articolo apparso lo scorso 17.2.2020 sul quotidiano on line da Lei diretto, a firma di Enrico De Girolamo, dal titolo “Sanità, il database regionale da 13 mln di euro ancora non va: e si paga per il vecchio software”, cui fa seguito il “catenaccio”: “la piattaforma tecnologica che deve armonizzare i sistemi contabili delle aziende sanitarie calabresi sarebbe dovuta andare a regime un anno fa. Senza è impossibile calcolare le buste paga e procedere agli adempimenti fiscali, con il rischio di multe salatissime. Ecco perché continuano gli esborsi di Asp e ospedali. Il caso di Cosenza”. Nel citato articolo, premessa la stipula da parte della Regione Calabria di un “contratto che affida a un raggruppamento temporaneo d’imprese, formato da Exprivia Spa e Data Processing Spa, la realizzazione del Sistema informativo sanitario regionale e delle aziende (Sec-Sisr)”, l’autore riporta l’esistenza di problemi, di possibili sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate “per ben 180 mila euro”, sostenendo che “A marzo 2019, infatti, siamo ancora in alto mare, perché con il nuovo sistema non è ancora possibile elaborare le buste paga né adempiere a tutti gli obblighi fiscali collegati, con il rischio di incappare in multe salate a causa delle mancate comunicazioni a Inail e Agenzia delle Entrate”.
La conseguenza di tale situazione sarebbe, secondo il ricostruito, “nuovi esborsi” a carico sia dell’Asp sia dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, costrette alla stipula “di un nuovo contratto con la Sirfin, società di Cosenza che sino a quel momento ha fornito il “vecchio” software gestionale e avrebbe dovuto passare le consegne alla Rti vincitrice dell’appalto”.
L’articolo conclude - e in tale passaggio causale consiste la richiesta di rettifica oggi avanzata - associando l’esborso complessivo sostenuto dalle due Aziende per l’affidamento alla Sirfin (letteralmente: “Quasi 150mila euro che potevano essere risparmiati e magari investiti in nuovi macchinari medici alla ritenuta inefficienza del sistema”) alla ritenuta inefficienza del nuovo sistema: “A questo punto, sorge spontaneo chiedersi perché un appalto di oltre 13 milioni di euro che risale a più di cinque anni fa, abbia come corollario ulteriori esborsi da parte delle aziende sanitarie calabresi”. Ebbene, le conclusioni esposte dall’autore dell’articolo sono contrarie alla realtà dei fatti, per come facilmente evincibile dalla mera estrazione (dall’albo pretorio on line delle due Aziende) e lettura degli atti di affidamento alla Sirfin, motivati non già dalla mancata messa a regime del nuovo sistema, bensì dal mancato possesso - da parte dell’ATI Exprivia SpA e Data Processing SpA – dei dati necessari per poter elaborare i modelli “CU2020”. Invero non vi è mai stata la trasmissione dei “vecchi” dati precedentemente gestiti ed elaborati dalla Sirfin, società c.d. uscente. Lo spiega la stessa Azienda Ospedaliera di Cosenza, nella determina n° 113/2020, ove si legge che “all’avvio dallo 01.01.2020 del sistema SEC-SISR della Regione Calabria per l’elaborazione delle mensilità stipendiali del personale dipendente si è rilevato che la predetta Azienda non può gestire gli export della base dati del precedente gestionale utilizzato dalla precedente Società Sirfin e dare le informazioni contabili storiche per rispettare tutti gli adempimenti di legge riferiti all’anno 2019”. La messa a regime avverrà dall’anno successivo. Dunque, nessuna inefficienza né spreco di denaro, bensì impossibilità tecnica di rendere l’elaborazione di dati precedentemente elaborati e gestiti e posseduti da altra Società (la Sirfin, appunto). Sono certo che vorrà pubblicare la risposta che precede (richiesta che le formalizziamo anche ai sensi dell’art. 8 della Legge n. 47 del 1948), a tutela della completezza dell’informazione e della immagine dell’ATI aggiudicataria dell’appalto regionale SEC-SISR».

 

Risponde Enrico De Girolamo

Prendiamo atto della precisazione di Data Processing Spa, che però, a nostro parere, non cambia di una virgola la lettura dei fatti: decine di milioni di euro spesi, oltre 5 anni di attesa, ma il sistema informativo unico della sanità regionale ancora non è a regime.

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