Elezioni e referendum, urne aperte: in Calabria 72 comuni al voto per le amministrative

Cittadini chiamati ad esprimersi sul taglio dei parlamentari. Oltre 500mila elettori calabresi voteranno anche per scegliere il nuovo sindaco. Per la prima volta ci si reca al seggio con le regole dettate dall'emergenza coronavirus (ASCOLTA AUDIO)

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di Francesca Giofrè
20 settembre 2020
08:11
Foto d’archivio
Foto d’archivio

Seggi aperti questa mattina alle 7 per le consultazioni elettorali di oggi e domani. Nella giornata di oggi sarà possibile andare a votare fino alle 23, mentre domani dalle 7 alle 15.

 

Il referendum costituzionale 

Quasi 46 milioni e mezzo di italiani sono chiamati a votare per il referendum: con un Sì o un No su una scheda di colore celeste dovranno esprimersi sulla legge costituzionale che prevede «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari». Al contrario di quanto accade per i referendum di tipo abrogativo, trattandosi in questo caso di un referendum costituzionale, non è indispensabile raggiungere un quorum. A prescindere quindi dal numero di votanti, se la maggioranza voterà Sì avremo 345 parlamentari in meno, così come prevede la suddetta legge. Se la vittoria sarà del No, invece, tutto resterà com’è. 

 

Tra regionali e amministrative

In Sardegna e Veneto i cittadini di due collegi uninominali chiamati alle urne anche per le suppletive del Senato. In sette regioni, poi, si voterà anche per le regionali: Valle d'Aosta, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia, per un totale di oltre 18 milioni di italiani. In 5 milioni e 700mila, invece, saranno interessati dalle amministrative. Quest’ultime si svolgeranno in 957 comuni italiani (non nelle isole: in Sicilia, infatti, l'appuntamento per le amministrative sarà il 4 e 5 ottobre, in Sardegna il 25 e 26 ottobre). Alla chiusura dei seggi, domani sera, seguiranno gli scrutini del referendum, delle suppletive e delle regionali. Gli scrutini delle elezioni amministrative cominceranno l'indomani, martedì 22 settembre alle ore 9.

 

In Calabria 72 comuni al voto

In Calabria saranno 72 le comunità chiamate a scegliere il nuovo sindaco (QUI L'ELENCO). Sarebbero dovute essere 75, ma a San Lorenzo, nel Reggino, e a Cenadi, nel Catanzarese, non sono state presentate liste e le elezioni sono state annullate anche a Pietrapaola, dopo che il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del sindaco, Pietro Nigro, contro lo scioglimento del Comune.

A ogni modo, gli elettori calabresi interessati dalle elezioni comunali sono oltre 500mila, distribuiti in 681 sezioni. Si voterà nei capoluoghi di provincia Crotone e Reggio Calabria, ma anche a Castrovillari, San Giovanni in Fiore, Cirò Marina e Taurianova, tutti centri con un numero di abitanti superiore alle 15mila unità. In questi comuni, se nessuno dei candidati dovesse ottenere la maggioranza al primo turno, i due più votati andranno a ballottaggio.

 

Occhi puntati anche su quei comuni, sette in tutto, le cui precedenti amministrazioni sono state sciolte per infiltrazioni mafiose. Dopo un periodo di commissariamento, infatti, torneranno ad eleggere i loro rappresentanti in municipio. Si tratta di e Briatico, San Gregorio d'Ippona e Limbadi in provincia di Vibo Valentia; Platì e Scilla, in provincia di Reggio Calabria; Cirò Marina e Strongoli, in provincia di Crotone.

 

Le nuove regole dettate dal Covid

Le elezioni e lo stesso referendum avrebbero dovuto svolgersi nei mesi scorsi, circostanza poi resa impossibile dal sorgere e diffondersi della pandemia da Covid-19. Un'emergenza che ha comunque imposto rigidi protocolli anche ora che è stato possibile organizzare questa tornata elettorale. Percorsi differenziati di entrata e uscita, aree di attesa all’esterno al fine di evitare assembramenti, mascherina obbligatoria per i componenti del seggio ed elettori, sanificazione delle matite copiative ad ogni uso, tra i punti salienti. L’elettore, una volta di fronte agli scrutatori ed al presidente di seggio dovrà, ad una distanza di sicurezza di due metri, abbassare la mascherina in modo da poter essere identificato. Dopodiché, prima di recarsi in cabina per votare, dovrà disinfettarsi le mani con l’apposito gel disinfettante e, una volta completata l’operazione di voto, sarà lui stesso ad inserire la scheda nell’urna. Previsto, inoltre, il voto domiciliare per gli elettori in quarantena o in isolamento fiduciario ed in ospedale per chi è ricoverato.

 

Che succede in caso di positivi

Se nei giorni successivi al voto un elettore o un componente della sezione di un seggio risultassero positivi al coronavirus saranno avviate tutte le procedure previste dal ministero della Salute: contact tracing ed eventualmente il tampone. Nel caso di un elettore positivo, saranno contattate le persone che lo precedevano e seguivano nella fila al seggio (dove comunque si dovrà rispettare il distanziamento) e saranno allertati scrutatori e presidenti di sezione per valutare la necessità di fare il tampone. Se fosse invece un presidente di sezione o uno scrutatore a risultare positivo, saranno avvisati tutti gli elettori che avranno votato in quella sezione che potranno così sottoporsi al test molecolare.

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