«Fammi salire in auto se rivuoi il computer»: le estorsioni al tempo del Covid-19

I carabinieri erano già sulle tracce dell'uomo sospettato di essere responsabile furto in una chiesa di una statua battesimale. Avendo poi la necessità di spostarsi aveva minacciato un concittadino

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18 marzo 2020
09:45

«Fammi salire in auto se rivuoi il computer». Il singolare episodio di estorsione è stato scoperto dai carabinieri della compagnia di Taurianova, nel reggino, che hanno arrestato un uomo, Salvatore Condò, 58 enne di San Giorgio Morgeto, accusato di furto aggravato e tentata estorsione, per aver minacciato un concittadino al fine di ottenere un passaggio in auto ed aggirare le misure restrittive imposte dall'emergenza coronavirus.

I militari della stazione di San Giorgio Morgeto erano già sulle sue tracce perché sospettato di essere responsabile del furto di una statua battesimale in legno e in bronzo del XIX secolo, custodita fino alla sera precedente all'interno della Chiesa Matrice del centro del Reggino. L'uomo, però, nel corso del pomeriggio, aveva la necessità di utilizzare un’autovettura per uno spostamento, ma, essendone privo e consapevole delle restrizioni in vigore per i movimenti, ha deciso di forzare la volontà di un suo concittadino, rubando dalla sua autovettura parcheggiata nel centro del paese un computer portatile.

Commesso il furto, l’uomo si è rivolto alla vittima minacciandola che, se avesse voluto riavere il suo dispositivo, avrebbe dovuto farlo salire nella sua macchina per un passaggio fuori paese. Solo il tempestivo intervento dei Carabinieri ha consentito di bloccare l'uomo, che nel frattempo aveva già tentato di liberarsi del computer portatile, recuperando la refurtiva e restituendola al legittimo proprietario.


Nel corso delle operazioni di perquisizione, inoltre, è stata ritrovata la statua rubata la sera precedente dalla Chiesa di San Giorgio Morgeto, consegnata dallo stesso Condò dopo aver capito di essere stato già individuato dai carabinieri come il responsabile adel furto. L'opera d'arte è stata quindi restituita al parroco che potrà riporla sul cupolino del fonte battesimale. L'arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato ristretto nella sua abitazione ai domiciliari in attesa del giudizio di convalida. 

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