Furbetti del cartellino all'Asp e al Pugliese di Catanzaro, chiesto processo per 58 indagati

NOMI | Le videocamere piazzate dagli inquirenti avevano registrato allontanamenti arbitrari dal luogo di lavoro. Diverse le posizioni di dipendenti delle due aziende per le quali la Procura ha chiesto l'archiviazione per particolare tenuità dei fatti (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Luana  Costa
9 ottobre 2020
09:03

Ha chiesto il processo per tutti il sostituto procuratore, Domenico Assumma, titolare del fascicolo sul presunto giro di assenteismo negli uffici amministrativi dell’azienda sanitaria provinciale e dell’azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio di Catanzaro. Sono complessivamente 58 gli indagati nel procedimento originato da una serie di attività investigative svolte dal nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza che aveva piazzato sistemi di videosorveglianza sui lettori di presenza nella sede di Madonna dei Cieli registrando allontanamenti arbitrari dal luogo di lavoro senza autorizzazione e presenze in servizio fittiziamente attestate dai badge, timbrati però da altri colleghi.

L'assenteismo all'Asp

La struttura più “attiva” nel reciproco scambio di badge, secondo quanto ricostruito dalla Procura, sarebbe stata quella della Gestione Tecnico Patrimoniale dell’Asp all’epoca diretta da Carlo Nisticò, accusato in concorso con Giuseppe Folino Gallo, Francesco Salvatore Sinopoli, Leonardo Notaro e Antonio Aloi di truffa aggravata. I dipendenti della struttura operativa si sarebbero, insomma, messi a disposizione del dirigente al fine di attestarne la presenza in servizio “strisciando” il badge. In tal  modo Nisticò avrebbe ottenuto un ingiusto vantaggio quantificato in 2.600 euro. Al dirigente la Procura contesta anche l’aggravante di aver promosso e organizzato la cooperazione del reato fornendo il proprio cartellino ai dipendenti determinandoli, nell’esercizio della sua autorità di direzione o vigilanza, a commettere il reato.  

Pioggia di archiviazioni

Si chiude con una richiesta di archiviazione, invece, il procedimento aperto nei confronti di altri 20 dipendenti delle due aziende, per i quali le attività investigative della Guardia di Finanza sono andate avanti anche nei mesi successivi allo scorso aprile quando i militari notificavano l’ordinanza di applicazione della sospensione dai pubblici uffici per 15 indagati. È lo stesso procuratore aggiunto, Giancarlo Novelli, a firmare la richiesta di archiviazione per particolare tenuità del fatto. Non sono emersi sufficienti elementi a sostenere l’accusa in giudizio, invece, nei confronti di altri 29 dipendenti.

Tutte posizioni stralciate dal procedimento penale originario e confluite, invece, in un altro di natura strettamente disciplinare
. Lo scorso 15 settembre, infatti i militari del nucleo di polizia economica finanziaria sono tornati negli uffici amministrativi delle due aziende consegnando nuova documentazione inerente presunti comportamenti illeciti. In totale, 108 i dipendenti censiti dalla Guardia di Finanza che ha trasmesso gli atti ai vertici delle due aziende per consentire di valutare ed eventualmente attivare procedimenti disciplinari. 

I nomi degli indagati

Gli indagati sono Marcello Ferro, 58 anni, di Catanzaro; Carlo Nisticò, 61 anni, di Catanzaro; Francesco Salvatore Sinopoli, 63 anni, di Squillace; Silvano Tolomeo, 68 anni, di Catanzaro; Alessandro Ruggiero,58 anni, di Catanzaro; Carmine Lopez, 65 anni, di Catanzaro; Giuseppe Ciambrone, 68 anni, di Catanzaro; Vitaliano Palaia, 59 anni, di Catanzaro; Rosario Tomarchio, 56 anni, di Soveria Mannelli; Mario Mangiacasale, 67 anni, di Gimigliano; Enrico Caruso, 58 anni, di Catanzaro; Maurizio Mazziotti, 57 anni, di Catanzaro; Giuseppe Raciti, 62 anni, di Catanzaro; Giovanni Ronchi, 65 anni, di Catanzaro; Giuseppe Folino Gallo, 50 anni di Falerna; Antonio Aloi, 47 anni di Borgia; Giorgio Costantino, 63 anni di Catanzaro; Vincenzo Mancuso,53 anni di Catanzaro; Leonardo Notaro, 64 anni di Girifalco; Bruno Umbro, 57 anni di Polia; Salvatore Sollima, 45 anni di Catanzaro; Annamaria Mazza, 63 anni di Catanzaro; Pasquale Santaguida, 50 anni di Tiriolo; Maurizio Candeliere, 57 anni di Catanzaro; Nicola Battista, 65 anni di Sorbo San Basile; Raffaele Capicotto, 65 anni di Simeri Crichi; Saverio Fontanella, 64 anni di Catanzaro; Onofrio Francesco Galati, 53 anni di Roma; Rosario Mungo, 62 anni di Catanzaro; Luigi Raimondo, 63 anni di Zagarise; Carmine Nicoletta, 63 anni di Gimigliano; Anna Matteini, 60 anni di Catanzaro; Sergio Tulelli, 65 anni di Zagarise; Domenico Montuoro, 62 anni di Tiriolo; Mario Calabretta, 64 anni di Borgia; Filomena Minichini, 67 anni di Catanzaro; Michele Merola, 63 anni di Catanzaro; Rossella Marchio, 57 anni di Catanzaro; Tommaso Caligiuri, 56 anni di Miglierina; Donato Modugno, 69 anni di Soveria Simeri; Leandro Bianchi, 66 anni di Catanzaro; Salvatore Abramo, 60 anni di Catanzaro; Antonio Facciolo, 60 anni di Catanzaro; Vincenzo Ursini, 66 anni di Petrizzi; Giacobbe Leone, 64 anni di Belcastro; Giovanni Manno, 55 anni di Catanzaro; Massimo Costa, 57 anni di Catanzaro; Mancuso Ivan, 45 anni di Catanzaro; Benito Rocco Scalone, 59 anni di Girifalco; Carmine Parrottino, 66 anni di Fossato Serralta; Caterina Tallarico, 56 anni di Catanzaro; Rosa Vaccaro, 62 anni di Catanzaro; Caterina Falcone, 58 anni di Sellia; Teresa Arena, 63 anni di Catanzaro; Rocco Gregorio Riccio, 66 anni di Girifalco; Michele Cristofaro, 57 anni di Girifalco; Alfredo D'Aloja, 57 anni di Catanzaro e Assunta Dante, 48 anni di Catanzaro.

 

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Saverio Loiero, Giuseppe Fonte, Aldo Ferraro, Aldo Casalinuovo, Eugenio Felice Perrone, Danilo Iannello, Antonio Sgromo, Giuseppe Pitaro, Vittorio Ranieri, Pietro Mancuso, Antonello Talerino, Valerio Murgano e Vincenzo Ioppoli.  

 

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