Furbetti all'Asp di Catanzaro: sospesi alcuni dipendenti e avviato il recupero somme

VIDEO | Disposta la sospensione cautelare dal servizio per tre professionisti coinvolti nell'inchiesta Cartellino rosso che aveva disvelato un presunto sistema di assenteismo negli uffici amministrativi dell'Asp e dell'ospedale Pugliese 

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di Luana  Costa
17 settembre 2020
18:53

È tutt’altro che chiusa l’indagine messa a segno lo scorso aprile dalla Guardia di Finanza di Catanzaro che ha disvelato un presunto sistema di assenteismo dei dipendenti in forza agli uffici amministrativi dell’azienda sanitaria provinciale e dell’azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio di Catanzaro.

L'inchiesta Cartellino rosso

Allontanamenti arbitrari dal luogo di lavoro senza autorizzazione e presenze in servizio fittiziamente attestate con i badge timbrati però da altri colleghi; le fiamme gialle hanno dato nuovo impulso alle indagini notificando nei giorni scorsi nella sede di Madonna dei Cieli un corposo fascicolo che contiene l’elenco completo dei dipendenti coinvolti nel presunto giro di assenteismo. La documentazione è stata fatta pervenire sia negli uffici amministrativi dell’Asp sia dell’ospedale Pugliese e questo pomeriggio la terna commissariale ha tratto le dovute conseguenze.

La sospensione dei dipendenti

Con proprio atto di indirizzo la commissione straordinaria, insediata ai vertici dell’azienda sciolta per infiltrazioni mafiose, ha infatti adottato una delibera con cui si è decisa la sospensione cautelare dal servizio di tre dipendenti rimasti coinvolti nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Catanzaro. Nel provvedimento la terna commissariale motiva la scelta con «la particolare gravità dei comportamenti cui si è venuto a conoscenza attraverso la documentazione». Ed è il testo unico del pubblico impiego ad offrire l’appiglio per operare un allontanamento provvisorio dal luogo di lavoro a tutela dell’azienda e a seguito della riapertura del procedimento disciplinare. È l’articolo 55 del decreto legislativo 165/2001 ad aprire la possibilità per il datore di lavoro di licenziare per giusta causa i dipendenti nei casi di falsa attestazione della presenza in servizio.

Procedure disciplinari

E sono proprio queste le accuse mosse lo scorso aprile dal nucleo di polizia economica finanziaria della Guardia di Finanza che aveva ottenuto in quella sede dal Gip del Tribunale di Catanzaro l’applicazione della misura interdittiva della sospensione dai pubblici uffici per quattordici indagati. Tra questi figurano anche i tre per i quali l’azienda sanitaria provinciale ha oggi aperto un procedimento disciplinare disponendo l’immediata sospensione cautelare dal servizio fino alla sua conclusione.

Recupero delle somme

Ai tre funzionari non sarà corrisposto lo stipendio ma la commissione straordinaria è andata anche oltre chiedendo all’ufficio Gestione delle Risorse Umane di «provvedere all’immediato recupero delle somme nei confronti di tutti i 55 dipendenti interessati dagli accertamenti svolti dalla Guardia di Finanza». Si tratta dell'ingiusto profitto di cui i dipendenti avrebbero beneficiato in danno dell'azienda attestando falsamente la loro presenza sul luogo di lavoro.

Tutto tace al Pugliese

Acque meno agitate invece negli uffici amministrativi dell’azienda ospedaliera che, nonostante abbia ricevuto i medesimi incartamenti e annoveri un simile numero di dipendenti coinvolti nell’indagine, per ora ha deciso di non intraprendere alcun procedimento disciplinare nei confronti del personale accusato di essersi assentato dal lavoro senza giustificato motivo.

Giornalista
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