Minacce di aggressioni con l'acido muriatico, colpi d'arma da fuoco alla schiena e persino lo strangolamento . Una pioggia di odio che dai social network tracima nella realtà più violenta. Rita Cavallaro, firma del quotidiano Il Giornale e giornalista di origini cauloniesi, è finita nel mirino virtuale fatto di intimidazioni atroci.


Da oltre un anno la cronista segue con puntiglio gli sviluppi giudiziari del delitto di Garlasco, focalizzandosi sulle nuove piste dell'inchiesta riguardante l'omicidio di Chiara Poggi e sulla difesa di Andrea Sempio. Un impegno professionale uno alla presenza in alcune delle principali trasmissioni tv di approfondimento giornalistico che ha scatenato una campagna di fango culminata in messaggi diretti sui suoi profili Facebook e X di eccezionale gravità. «Ti facciamo conficcare un combattimento nella spina dorsale e sfregiare con l'acido muriatico. Devi pagarla», è solo una delle frasi agghiaccianti rivolte alla giornalista.


Di fronte a questa escalation, che nulla ha a che vedere con il legittimo diritto di critica, la Cavallaro ha deciso di non restare a guardare. Assistita dagli Elisabetta Aldrovandi e Cosimo Cavallaro ha presentato una querela chiedendo l'attivazione del "codice rosso" e l'immediata identificazione dei responsabili. «Mi sono occupata in passato di mafia e 'ndrangheta e nessuno mi aveva mai minacciato – racconta la giornalista, raggiunta telefonicamente – questo mi pone tanti interrogativi».


Nonostante il clima di tensione, la sua posizione resta ferma: la cronista ha ribadito con forza di voler continuare a svolgere il proprio lavoro, senza lasciarsi intimidire dai professionisti dell'odio. «Ammetto di avere un po' paura – prosegue - Vorrebbero che smetterebbero di parlare di Garlasco, ma io non mi fermo. Abbassare i toni non significa spegnere i riflettori su una storia che dopo 20 anni può portare la verità sulla morte di Chiara Poggi».