Sono iniziati gli interrogatori di garanzia per gli indagati nell’inchiesta antimafia della Dda di Catanzaro. Alcuni hanno respinto le accuse, altri non hanno risposto. Martedì toccherà al primo cittadino di Corigliano-Rossano, arrestato per scambio elettorale politico-mafioso
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Flavio Stasi, sindaco di Corigliano Rossano
Sono iniziati giovedì 29 ottobre gli interrogatori di garanzia degli indagati raggiunti dalle misure cautelari nell'ambito dell'operazione antimafia Ginestra, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Le prime audizioni hanno interessato i detenuti nel carcere di Cosenza, con alcuni interrogatori svolti attraverso collegamenti telematici.
Le posizioni assunte dagli indagati sono state differenti. Alcuni hanno respinto le accuse e contestato gli addebiti, mentre altri hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Martedì 3 novembre sarà il turno del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, agli arresti domiciliari dall'alba del 28 ottobre. Il primo cittadino lascerà temporaneamente la propria abitazione per presentarsi personalmente davanti alla gip distrettuale Fabiana Giacchetti, che ha emesso l'ordinanza cautelare.
Stasi è indagato per scambio elettorale politico-mafioso in relazione alle elezioni amministrative del giugno 2024. Secondo l'ipotesi della Procura, attraverso Vincenzo Curia avrebbe accettato il sostegno elettorale di Annibale Matalone, ritenuto vicino alla criminalità organizzata rossanese, in cambio della promessa di alcune assunzioni.
Negli atti dell'inchiesta non risultano conversazioni intercettate direttamente tra Stasi e Matalone, né incontri documentati tra i due. Non risultano inoltre assunzioni riconducibili al presunto accordo elettorale.
Il sindaco sarà assistito dall'avvocato Mauro Mitidieri, componente della sua giunta comunale.
L'interrogatorio di garanzia rappresenta il primo passaggio davanti al giudice dopo l'applicazione della misura cautelare. La gip potrà valutare gli elementi raccolti e le esigenze cautelari, con la possibilità di confermare, attenuare o revocare il provvedimento.

