Gioia Tauro, luci spente nel retroporto: i fondi ci sono ma Corap rema contro

VIDEO | Sono stati finanziati su richiesta del senatore M5s Auddino ma non sono stati spesi perché il consorzio non ha ancora ceduto la competenza all'Autorità portuale

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di Agostino Pantano
23 dicembre 2020
19:45

Sia la strada di accesso al porto di Gioia Tauro, di competenza dell'Anas, sia le arterie del retroporto che dipendono dal Corap sono al buio. Degradato e pericoloso biglietto da visita per un'area che dovrebbe essere impeccabile da ogni punto di vista, visto che parliamo della "capitale economica" della Calabria, e che invece accoglie nell'oscurità quanti l'attraversano. Ovviamente il black out non riguarda il porto in senso stretto, ma tutto ciò che lo circonda che, venerdì scorso, è stato teatro dell'incidente stradale in cui ha perso la vita Gora Gasama, il migrante che tornava in bicicletta alla tendopoli, di sera.

I fondi non spesi

Nell'ultima legge di Bilancio, su proposta del senatore pentastellato Fabio Auddino, era passato un emendamento che stanziava 6milioni di euro - da spendere in 3 anni a parterire dal 2020 - per la riqualificazione proprio della strada dell'aimpatto mortale, solo che «per via della burocrazia - denuncia il parlamentare oggi - tutto è bloccato».


Il braccio di ferro tra enti

Non è solo questione di uffici bensì dello storico braccio di ferro tra enti come il consorzio Corap che rivendica la titolarità di aree e, nello stesso tempo, essendo in liquidazione, non riesce a manutenere le 3 zone industriali che ha a Gioia Tauro, tanto è vero che era stato deciso che i fondi ministeriali arrivassero direttamente all'Autorità portuale, baypassando il soggetto regionale. «Ci sono problemi di frazionamento - prosegue Auddino - ma è certamente grave che dopo un anno la Regione non sia riuscita a indurre il Corap a formalizzare il passaggio di competenze sulla spesa. Incalzerò nuovamente l'assessorato regionale ai Lavori pubblici e Trasporti».

Il retroporto nel buio

Il senatore spera, ma meno di una settimana fa - nella conferenza stampa per l'arrivo di un treno nell'area portuale di Gioia Tauro - l'assessore che Auddino vuol coinvolgere, Domenica Catalfamo, era sembrata impraparata sull'argomento delle frizioni tra enti: il consenzioso giudiziario tuttora aperto risale nientemeno che al 2012 ed ha visto perdere in primo grado il Corap. Fin qui la parte della Regione, ma vi è anche l'Anas che sembra avere qualche colpa visto che un anno fa aveva accettato la cessione, da parte del Corap, della bretella stradale che collega il porto allo svincolo autostradale di Rosarno. In questo tempo ha rifatto l'asfalto e la segnaletica orizzontale, ma nessuno è interventuo sull'impianto di illuminazione che risulta in gran parte spento, proprio davanti al pizzale di entrata e uscita dell'area portuale.

Giornalista
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