Covid

Gratteri shock: «Negare cure gratuite ai no vax», e sull’assalto alla Cgil: «Io l’avrei impedito»

Il procuratore di Catanzaro è intervenuto a "Otto e mezzo" su La7, ed è stato durissimo contro chi rifiuta il vaccino anti Covid: «È provato scientificamente che il 90% dei ricoverati sono no vax» (ASCOLTA L'AUDIO)

di Redazione
16 novembre 2021
21:27

«Non puoi mettere in pericolo una collettività. Bisogna cominciare ad essere seri. È provato scientificamente che il 90% dei ricoverati sono no vax. Non sono argomenti sui quali discutere, se continuiamo ancora a fare convegni e tavole rotonde arriveremo a Natale che dovremo chiudere tutto», così il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, ospite questa sera di Otto e mezzo su La7 parlando dei no vax.

«Il governo è in ritardo – ha continuato nel suo intervento Gratteri -, doveva essere presa una decisione più dura già in estate, impedendo a chi non è vaccinato di andare al lavoro o di accedere ad un ufficio pubblico. E io sarei anche dell'idea di fargli pagare le spese mediche in caso si ammalassero perché non puoi mettere in pericolo la vita della collettività».


Un'affermazione che ha spiazzato Lilli Gruber e i suoi ospiti, tanto che Massimo Giannini, direttore della Stampa, ha chiesto: «La sua è una provocazione?». Ma Gratteri si è limitato a sorridere, senza rettificare la portata delle sue parole.

Gratteri ha parlato anche delle dichiarazioni di De Raho sul rapporto fra il mondo estremista di Forza Nuova e i no vax. Secondo il procuratore nazionale antimafia, infatti: «Il tentativo di guidare i No Pass nasconde un piano eversivo che va ben oltre i cortei».

«È un'esagerazione quello che detto De Raho - ha detto commentato il procuratore Gratteri -. Quando c’è stato l’assalto alla Cgil, io l'avrei impedito. Già quando è stato detto dal palco che l'intenzione era assaltare la sede del sindacato, io sarei intervenuto. La Cgil è per i lavoratori come la chiesa per i cristiani». All'obiezione che questo avrebbe potuto provocare scontri con anche un centinaio di feriti, il capo della Dda di Catanzaro è stato netto: «Io avrei messo in conto anche 200 feriti - ha detto il magistrato - se fosse stato necessario per fermare l’assalto. Questo vuol dire comandare, anche il rischio di bruciarsi la poltrona. Allo stesso modo non devi consentire ogni sabato le manifestazioni sempre sulle stesse strade, il sabato successivo te ne vai a San Siro, anche se là non ti vede nessuno, perché io devo tutelare tutti, anche i commercianti».

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