Emergenza pandemia

Green pass e scuola, il ministro Bianchi: «Lavoriamo a un’app per controllare insegnanti e personale»

Il titolare del dicastero dell’Istruzione chiarisce che il passaporto verde verrà richiesto solo agli universitari e aggiunge in merito a eventuali positivi in classe: «I cluster saranno individuati e isolati. Non c'è più il rischio di Regioni in quarantena» (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Redazione
26 agosto 2021
10:35
Ministro Bianchi
Ministro Bianchi

Sui controlli dei Green pass a scuola «stiamo lavorando con presidi e il Garante della Privacy per avere uno strumento semplice e facile che permetta ai presidi tutte le mattine di controllare chi ha disco il verde e chi il disco rosso». Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi. Solo «una sigla sindacale» dei dirigenti scolastici ha espresso perplessità, ha detto il ministro, mentre «gli altri hanno firmato il protocollo. Non confondiamo una sigla con i presidi». Per quanto riguarda i tempi della app, sarà disponibile da «quando i ragazzi saranno a scuola».

Nessun obbligo del green pass per studenti a scuola

«L'obbligo del Green pass non riguarda gli studenti della scuola» ma solo gli studenti universitari. «La scuola opera su classi di persone che si conoscono e c'è la possibilità di verifiche quotidiane della situazione» di eventuali contagi da Covid, ha aggiunto il ministro.


Il Covid in classe

«Quando in una classe c'è un ragazzo positivo – ha proseguito il ministro Bianchi - verrà allontanato, e anche gli altri alunni, e si verificherà l'ampiezza del cluster. Ora si isolano esattamente le situazioni di rischio che viene monitorato senza più generalizzare. Non c'è più il rischio di Regioni in quarantena».

Covid e “classi pollaio”

«Quasi il 15% delle classi primarie, le elementari, hanno meno di 15 studenti, c'è un forte problema di tenuta demografica». Lo ha sottolineato il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, indicandolo come un problema, che per le sue dimensioni supera il dato del 2,9% delle classi sovraffollate, sul quale riflettere e intervenire. Sulle “classi pollaio” - che destano preoccupazione per il Covid - il ministro dell'Istruzione Patrizio fornisce le cifre del problema dell'affollamento delle aule, dando le sue esatte dimensioni. «Si tratta del 2,9% delle classi» e si trovano soprattutto negli istituti tecnici delle grandi città.

«Abbiamo la conoscenza millimetrica del problema e ci stiamo lavorando con interventi mirati», ha detto il ministro ridimensionando l'allarme per le aule sovraffollate e spiegando che le norme consentono classi con un range di studenti minimo e massimo compreso tra 15 e 27.

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