Guardavalle, il caso della statua della 'ndrangheta finisce in Parlamento

VIDEO Question time della deputata Wanda Ferro al ministro dell'Interno che ha assicurato indagini approfondite e l'immediata rimozione dell'effige di Sant'Agazio installata in piazza per volere dei Gallace

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18 dicembre 2019
17:39
La statua di Sant’Agazio a Guardavalle
La statua di Sant’Agazio a Guardavalle

Da Guardavalle al Parlamento il passo è stato breve seppur compiuto in mezzo a tanto clamore e con enorme ritardo, perché di anni ne sono passati dodici da quando un gruppo di cittadini, grazie alla delibera numero 62 del 30 novembre 2007, ottenne dal consiglio, peraltro all’unanimità, l’autorizzazione per installare nella piazza del paese, proprio dinnanzi al palazzo comunale, una statua in onore di Sant’Agazio. Una statua che dopo il servizio di Striscia la notizia ha creato tanto imbarazzo ed ha ricordato a tutti, semmai ce ne fosse stato bisogno, quanto la mafia usi e si nutri di simboli religiosi per affermare la propria forza.

 

Il caso arriva in Parlamento

L’effige che oggi campeggia nel paese, del resto, più che un nome ha un cognome, quello dei Gallace, la nota famiglia di ‘ndrangheta temuta, per sua stessa ammissione a microfoni spenti, dallo stesso sindaco Giuseppe Ussia, sul quale adesso “pesano le pressioni” affinché si proceda nell’immediato alla rimozione. In questa direzione, del resto, è andato anche il question time della deputata di Fratelli d’Italia Wanda Ferro che, dopo aver ricostruito la vicenda, al ministro dell’Interno Luiana Lamorgese ha chiesto di conoscere «quali misure saranno poste in essere».

 

La risposta forte della Stato

E la titolare del Viminale, annunciando l’avvenuto avvio di specifici approfondimenti che riguardano l’operato dell’ente e tutte le circostanze utili a fare piena luce sulla vicenda, ha ribadito che «le istituzioni non intendono dare alcuno spazio alle manifestazioni di criminalità organizzata di tipo mafioso in qualsiasi modalità queste si palesino», assicurando l’intervento dello Stato, attraverso la Prefettura, che ora attende «tempestiva comunicazione da parte del sindaco sull’avvenuta rimozione della statua santo patrono».

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