«Contatti telefonici», 131 in tutto tra cui una serie di chiamate nel 2020, con Nicodemo Santo Rispoli detto "Santino", "zio paterno" di Vincenzo Rispoli, storico boss della 'ndrangheta in Lombardia detenuto in regime di 41bis. Poi, i presunti rapporti anche con Giacomo Cristello, pure lui ritenuto uno dei capi del "locale" di Lonate Pozzolo, nel Varesotto, già condannato nell'abbreviato Hydra e poi di recente scarcerato. E la presunta "attivazione" per un'assunzione che interessava allo stesso Cristello.

I riscontri effettuati dal Reparto Operativo - Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Milano delineano un quadro di rapporti e reciproci favori tra esponenti della criminalità organizzata calabrese radicata nel Milanese e figure della politica locale. Al centro degli approfondimenti investigativi vi sono le dichiarazioni rese il 2 settembre 2026 dal collaboratore di giustizia Francesco Bellusci, messe a confronto con i tabulati telefonici e i servizi di osservazione svolti dalla polizia giudiziaria.

Nel corso del suo interrogatorio dinanzi ai magistrati della Dda di Milano, Bellusci ha descritto la rete di relazioni che legava Nicodemo Santo Rispoli (detto "Santino", figura di riferimento della locale di Legnano-Lonate Pozzolo) ad ambienti comunali dell'Alto Milanese: «Questo Santino era molto amico di un tizio di Buscate, che è consigliere... fa parte dei consiglieri comunali di Buscate. Lui si chiama Greco, ha un Golf modello vecchio blu, molto amico di Cristello. Quindi io conosco questo Greco, ma non mi ricordo il nome. Comunque molto amico di Cristello, dove frequenta sempre il bar di Giacomo Cristello».

Gli accertamenti condotti dagli ufficiali dell'Arma hanno permesso di identificare il politico a cui fa riferimento Bellusci: Greco – che non è indagato – risulta infatti essere consigliere comunale del Comune di Buscate, con inizio mandato il 4 ottobre 2021 in qualità di capogruppo di maggioranza e delegato nel settore lavoro. È, in effetti, proprietario dell'autovettura Volkswagen Golf citata dal pentito. Greco si è autosospeso e si dice «sconcertato dalle accuse» del pentito. Che respinge in toto. 

"Fai pure": il via libero per l'attentato alla Polizia Locale

La rilevanza del ruolo riconosciuto a Cristello, condannato nel rito abbreviato del processo Hydra e di recente scarcerato, emerge in maniera netta dalle parole di Bellusci in merito a un episodio ritorsivo avvenuto nel comune confinante di Robecchetto con Induno. Il pentito ha ricostruito la decisione di dare alle fiamme due autovetture di servizio del Comando di Polizia Locale, maturata a seguito dei reiterati controlli svolti dal Comandante dell'epoca: «A un certo punto decido di andargli a bruciare le macchine, ma non prendo questa decisione da solo, perché io sempre con la forma del rispetto, con la forma che dico: cavolo, se faccio un'azione così comunque sto toccando un'istituzione, cosa succede? Succede che si riempie pieno di Carabinieri, pieni di Carabinieri che poi vanno a dare fastidio a qualcuno. Quindi ne parlo con Cristello, Cristello mi dà il via libero, mi dice "Fai pure", però lui non viene con me».

L'analisi documentale condotta dai Carabinieri ha confermato la veridicità del racconto: l'11 ottobre 2014, in Vicolo Gennaro a Robecchetto con Induno, un incendio doloso distrusse completamente una Fiat Punto e un'Alfa Romeo 146 della Polizia Locale. La querela fu presentata dal Comandante Emidio Varrato, esattamente l'ufficiale indicato da Bellusci nei verbali.

Le intercettazioni sulle assunzioni all'aeroporto di Malpensa

Oltre agli atti intimidatori, la convergenza tra la rete criminale e la sfera locale si sarebbe tradotta nell'interessamento per la gestione dei posti di lavoro in strutture strategiche del territorio, prima fra tutte l'aeroporto di Milano Malpensa.

Dagli atti del procedimento emerge una serie di conversazioni che documentano le pressioni esercitate da Giacomo Cristello per favorire l'assunzione del marito della cognata.

Il 23 marzo 2021, Cristello racconta a una sua interlocutrice i dettagli delle istruzioni fornite al candidato prima del colloquio di selezione: «Invece lo ha chiamato il marito della sorella "Stefa mi hanno chiamato alla Malpensa cosa gli devo fare il nome di Giacomo"; gli ha fatto "no aspetta che c'è qua Giacomo te lo passo"; "ciao Giacomo no mi hanno chiamato alla Malpensa domani c'ho l'appuntamento mi fanno fare il..."; gli faccio "fai il nome Greco Giuseppe no il mio nome" gli ho detto "devi fare Greco Giuseppe"; gli dico allora... "sì digli che ti ha mandato lui non io"; "ah va bene domani devo andare" mi fa "per il colloquio" mi fa "grazie grazie grazie" "vabbè prego prego"... quindi domani già lo chiamano per il colloquio e sicuramente a giorni inizia...».

Nella stessa telefonata, Cristello si vanta sornione dell'influenza esercitata e del peso del nome speso per condurre in porto la pratica: «Magari parlando... "il lavoro sai chi mi ha mandato Giacomo" (ride) immagini... "no perché Giacomo conosce a Greco Giuseppe" minchia ci prende la febbre... poi va a casa dice "Pina minchia li conosce tutti lui" (ride)».

«Tra una due settimane inizi a lavorare»: la conferma e le verifiche degli investigatori

Il giorno successivo, 24 marzo 2021, le cimici degli investigatori registrano la telefonata di conferma a colloquio avvenuto. L’uomo raccomandato da Cristello gli racconta la reazione del selezionatore alla menzione del contatto: «C'ho fatto il nome non mi ha detto né sì né no però l'ha capita la situazione mi ha abbassato la testa capito». «Giuseppe Greco», risponde Cristello. La replica: «Sì... Giuseppe... sì ho detto mi manda mentre che lui scriveva perché mi ha fatto firmare un foglio della privacy... mi ha fatto quattro domande... niente tra una due settimane inizi a lavorare... mi chiamano loro... capito».

Cristello risponde: «Oh finalmente bo' a posto». «Grazie di tutto poi ti faccio un bel regalino ok?», è la reazione del beneficiario del suo interessamento.

Nelle loro valutazioni conclusive, gli inquirenti del Nucleo Investigativo annotano che l'interessamento di Cristello ha sortito effetto positivo. Gli accertamenti incrociati condotti presso la Banca Dati Inps hanno confermato che il marito della cognata è stato effettivamente assunto tra ottobre e novembre 2021 presso la Skygate S.p.A., società attiva nei servizi di supporto al trasporto aereo presso lo scalo di Malpensa.

Quello che secondo gli investigatori sarebbe l’intermediario dell'operazione, Giuseppe Greco, è stato a sua volta identificato dai Carabinieri come dipendente della Airport Handling S.p.A. a Malpensa.

L'analisi dei tabulati telefonici effettuata dagli investigatori ha rivelato che Greco ha registrato 3 conversazioni con il Cristello, ma ben 131 contatti telefonici con Nicodemo Santo Rispoli, "zio Santino”.