Per la realizzazione del Ponte sullo Stretto si cercano già lavoratori, anche se il progetto non ha ancora superato tutti gli ostacoli necessari per arrivare all'apertura dei cantieri. Dall'inizio di settembre Webuild ha pubblicato nella sezione «Lavora con noi» una ventina di annunci collegati alla realizzazione della grande infrastruttura tra Sicilia e Calabria.

Le figure ricercate sono diverse: operai qualificati, responsabili di cantiere, ingegneri, ispettori per il controllo qualità, contabili, specialisti informatici e altre professionalità necessarie alla gestione di un'opera di queste dimensioni.

La maggior parte delle posizioni indica Messina come sede di lavoro. In alcuni casi, invece, l'assunzione è prevista inizialmente a Roma, con un successivo trasferimento in Sicilia dopo circa un anno. Le retribuzioni indicate negli annunci arrivano, a seconda del ruolo e della qualificazione richiesta, da circa 50mila a circa 100mila euro lordi all'anno.

Le selezioni sono gestite da Webuild per conto di Eurolink, il consorzio di imprese cui nel 2023 il governo ha confermato l'affidamento della realizzazione del ponte, originariamente assegnato nel 2005.

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Le assunzioni mentre il Ponte aspetta ancora il via libera

La campagna di reclutamento dà la misura delle aspettative della società sul progetto, ma l'apertura dei cantieri non è ancora una certezza immediata.

Già lo scorso anno Webuild aveva pubblicato offerte di lavoro in vista di un avvio dei lavori che all'epoca veniva indicato entro l'estate del 2026. Quella previsione non si è però concretizzata.

Nel frattempo, anche il quadro economico dell'opera è cambiato profondamente. Il costo stimato del ponte è passato dai circa 3,8 miliardi di euro iniziali a 10,5 miliardi, secondo le cifre riportate nel progetto aggiornato. Tra i fattori che hanno contribuito all'incremento vengono indicati anche l'aumento dei prezzi delle materie prime e dell'energia.

Ma il nodo principale, ancora oggi, è soprattutto l'iter autorizzativo.

Dal Consiglio superiore dei lavori pubblici nuove richieste sul progetto

Un passaggio importante è arrivato il 6 agosto, quando il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha espresso un parere favorevole sul progetto, accompagnandolo però con una serie di prescrizioni e richieste di approfondimento.

Tra i dossier sui quali i tecnici hanno chiesto ulteriori verifiche c'è innanzitutto la geologia dello Stretto di Messina, un'area caratterizzata da una significativa attività sismica.

Il terremoto del 1908 e il successivo maremoto provocarono una delle più gravi catastrofi della storia italiana, con decine di migliaia di vittime soprattutto a Messina e Reggio Calabria. Proprio per questo, gli aspetti legati alla sicurezza sismica rappresentano uno dei punti più delicati del progetto.

Secondo le osservazioni del Consiglio superiore dei lavori pubblici, le indagini geologiche contenute nella documentazione progettuale non sarebbero sufficienti rispetto agli standard oggi richiesti. Da qui la necessità di ulteriori approfondimenti.

Il vento e i cavi: servono nuove prove

Un'altra questione riguarda il comportamento della struttura in presenza di vento. Il ponte progettato sullo Stretto avrà una campata centrale di circa 3.300 metri, una dimensione che rende particolarmente importanti le verifiche aerodinamiche.

Tra gli aspetti esaminati ci sono anche i cavi e il rischio di un fenomeno noto come galoppo, una particolare forma di instabilità provocata dall'interazione tra struttura e vento.

I progettisti considerano il rischio contenuto, mentre il Consiglio superiore dei lavori pubblici lo ha ritenuto sufficientemente rilevante da chiedere ulteriori test nella galleria del vento.

C'è poi il tema dell'altezza del ponte rispetto al livello del mare. Il progetto prevede una quota di almeno 70 metri, senza scendere sotto i 68 metri. Un elemento che deve essere valutato anche in relazione al traffico marittimo nello Stretto, dove transitano navi che possono raggiungere altezze superiori.

L'amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha sostenuto che le prescrizioni e le raccomandazioni del Consiglio erano già previste e che verranno affrontate nella successiva fase di progettazione esecutiva.

Il passaggio decisivo al Cipess

Prima di arrivare alla progettazione esecutiva, però, il progetto deve superare due ulteriori passaggi istituzionali.

Il primo riguarda il Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, chiamato a esaminare gli aspetti finanziari delle grandi opere pubbliche.

La nuova deliberazione è necessaria perché quella approvata dal Cipess il 6 agosto 2025 è stata successivamente bocciata dalla Corte dei conti, che alla fine di ottobre dello scorso anno aveva sollevato rilievi sul provvedimento.

Il governo sta quindi lavorando a un nuovo passaggio. Il 9 settembre il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alessandro Morelli aveva dichiarato che l'istruttoria sarebbe stata completata entro la fine del mese, indicando come possibile data per il via libera del Cipess l'inizio di ottobre.

Al momento, tuttavia, la riunione del Comitato non risulta ancora convocata.

Dopo il Cipess torna in campo la Corte dei conti

Anche un eventuale via libera del Cipess non chiuderebbe definitivamente l'iter.

Il progetto dovrebbe infatti tornare alla Corte dei conti per il controllo previsto dalla procedura. Solo nel caso in cui anche questo passaggio avesse esito positivo si potrebbe procedere con la progettazione esecutiva e con le opere propedeutiche alla costruzione.

Si tratta di interventi preliminari che comprendono, tra le altre cose, la viabilità di cantiere, le reti idriche e fognarie, i campi base e la bonifica dagli eventuali ordigni bellici.

Secondo le previsioni del governo, questi lavori potrebbero partire entro la fine del 2026. La progettazione esecutiva dovrebbe poi essere completata entro un anno dall'avvio.

L'obiettivo indicato dal ministero dei Trasporti resta quello di aprire il ponte al traffico nel 2034.

Nel frattempo, Webuild ha già iniziato a cercare le persone che dovranno lavorare alla sua realizzazione. Le offerte di lavoro rappresentano dunque un passo concreto nella preparazione dell'opera, ma non equivalgono all'avvio dei cantieri: per quello, il progetto deve ancora superare i due passaggi istituzionali che separano oggi il ponte dalla fase esecutiva.