I tre “magi” di Petilia e l'olio per corrompere il dirigente Asp: «Gliene porti 10 litri a nome del sindaco»

Gli assessori comunali Costanzo e Ierardi, in missione con un dipendente comunale a Crotone per far aggiustare un verbale e ridurre una multa. Il sindaco: «Digli di venire che gli riempio la macchina di olio»

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di Francesca Caiazzo
16 aprile 2021
22:30

«Passa dal frantoio, ora che te ne vai … 10 litri d’olio e glieli porti a nome del sindaco». A parlare è Amedeo Nicolazzi, primo cittadino di Petilia Policastro, indagato insieme ad altre 7 persone in una inchiesta della Procura di Crotone. L’interlocutrice è l’assessore comunale Francesca Costanzo, alla quale viene affidata una delicata quanto discutibile missione: tentare di corrompere Domenico Tedesco, direttore del Dipartimento Prevenzione dell’Asp di Crotone.

Immunità petilina

Il dirigente avrebbe dovuto “aggiustare” un verbale redatto il 15 novembre di quell’anno (2018) durante un’attività ispettiva in un cantiere comunale di Petilia, dove erano state rilevate violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, costate una multa di 3mila euro. Che Nicolazzi non riesce a mandare giù, auspicando «per il futuro – si legge nelle carte dell’inchiesta - una sorta di immunità petilina a favore di tutti i cantieri comunali».


Il primo cittadino si sfoga: «I cantieri li deve lasciare stare, che io tengo bisogno di lavoro perché hanno iniziato un po’ senza essere completamente a posto la ditta, ma su insistenza dell’amministrazione, perché c’è una famiglia isolata e io devo guardare prima di tutto l’incolumità delle persone».

La missione a Crotone

Il sindaco affida il mandato di avvicinare Tedesco alla fidata Costanzo (indagata anche per la distrazione dei pacchi spesa destinati ai bisognosi), la quale si dice fiduciosa della riuscita del compito: «Che lui, basta che gli porto 5 litri di olio, me l’hai dato, glielo porto e siamo a posto». «Digli di venire qua, gli riempio la macchina di olio, è una vita che riempio la macchina a tutti» aggiunge Nicolazzi. «Lui non vuole niente più, vuole solo olio» ribatte ancora la donna.

Il giorno successivo, il 21 novembre, accompagnata dall’assessore Vincenzo Ierardi e dal dipendente comunale Sebastiano Rocca (entrambi indagati nella stessa inchiesta), va all’appuntamento con Tedesco, in un bar di Crotone. Oltre al “prezioso” olio, porta con sé anche un quantitativo di castagne. «Fa un bel mangiare oggi» commenta durante il viaggio.

Durante la conversazione con i tre «magi petilini» (così vengono definiti nelle carte dell'inchiesta), Tedesco appare propenso a soddisfare le richieste: «Rispetto a quello che vi è stato chiesto… quanto meno dimezzeremo, poi vediamo quello che possiamo…» riferisce ai suoi interlocutori, sottolineando che per la buona riuscita della “pratica”, bisognava «trovare un appiglio».

Tedesco con l’auto di servizio

Al termine dell’incontro, i quattro si spostano e Tedesco riceve olio e castagne. Poi, a bordo dell’auto di servizio, torna in ufficio, all’Asp. Avrebbe fatto quanto gli era stato chiesto: «La modifica del verbale ispettivo (che era stato redatto in occasione dell’avvenuto controllo al cantiere) aveva comportato una riduzione della relativa sanzione pecuniaria e un indebito vantaggio nell’ambito di due procedimenti penali instaurati presso la Procura della Repubblica di Crotone, per il Responsabile dei lavori e il titolare dell’impresa edile che stava svolgendo i lavori».
Nei guai finiranno anche Francesco Tilelli e Antonio Aloe, ispettori del Servizio di prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Asp di Crotone.

Giornalista
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