Due associazioni al centro dell’indagine della Dda di Catanzaro: coinvolti patronati, imprenditori per un totale di 66 indagati. Lo sfruttamento del lavoro dal 2019 ad oggi
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La Dda di Catanzaro ha individuato due associazioni per delinquere nell’ambito dell’inchiesta che ieri ha portato al fermo di 20 cittadini stranieri. Due presunte associazioni per delinquere attive nella Piana di Sibari dal 2019 fino al 2025/2026 e dedite allo sfruttamento del lavoro di immigrati extracomunitari. Tra le accuse c’è anche la riduzione in schiavitù, l’estorsione e il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Due patronati coinvolti
Anche se gli indagati tratti in arresto sono 20 (18 cittadini pakistani, un cittadino indiano e uno originario del Bangladesh) nel procedimento sono indagate in tutto 66 persone tra le quali compaiono anche parecchi italiani.
Una delle due associazioni per delinquere, infatti, più precisamente quella dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sarebbe stata guidata da Decimo Viola, classe ’78, originario di Matera. A coadiuvarlo, oltre a un gruppo di cittadini stranieri che avrebbero fatto da mediatori, ci sarebbero Raffaele D’Elia, classe ‘99, incaricato di pubblico servizio e presidente del Caf/Patronato “FAPI” a Cassano allo Ionio; Raffaele D’Elia, classe ‘93, socio e cugino/vice-presidente nello stesso patronato; Dario D’Elia, padre di Raffaele classe ‘99; Salvatore D’Elia, fratello di Dario nonché padre di Raffaele classe’93. Il loro scopo sarebbe stato quello di fornire la falsa documentazione necessaria per la presentazione e/o il buon esito delle istanze o comunque fornivano indicazioni al fine di farla “correggere” ai datori di lavoro direttamente interessati.
Ad aiutare Decimo Viola e Salvatore D’Elia nella preparazione e formazione di falsa documentazione, la Dda di Catanzaro indica anche Carmela Liguori e Francesco Roberto Dibernardi del Caf/Patronato “Conf.A.S.I.” di Policoro.
Secondo le indagini coordinate dal procuratore di Catanzaro, Salvatore Curcio, dall’aggiunto Giulia Pantano e dal sostituto Stefania Paparazzo, nell’associazione sarebbero coinvolti anche Vito Tralli, Rocco Valluzzi, Sultan Zahid, Eugenio Amato e Antonio Martino, titolari di alcune delle imprese che si avvalevano della manodopera dei cittadini extracomunitari. Questi avrebbero attestato falsamente la necessità di mano d’opera per la propria attività in cambio di un compenso per ogni pratica effettuata da Viola e dal suo gruppo.
Il ruolo del collaboratore di giustizia e le ditte intestate alle cosche
Ad essere indagato è anche il collaboratore di giustizia Luca Talarico, in qualità di titolare di un’azienda che porta il suo nome. Nel 2020 Talarico avrebbe reclutato cittadini di origine nigeriana con un salario tra i 20 e 30 euro giornalieri (pari ad 2,40 e 3,61 euro all’ora), con pagamenti irregolari, con turni giornalieri di 8 ore circa (dalle 6.00/7.00 alle 14.30). Li avrebbe fatti alloggiare in condizioni degradanti, all’interno di una casa abbandonata e fatiscente (priva di cucina, senza servizi igienici, riscaldamento e tale da costringere le vittime anche a procurarsi della legna da bruciare e un fornello da campo). In più avrebbe intimidito le vittime minacciando loro non solo di buttarle in mezzo a una strada se non avessero accettato le condizioni di lavoro e alloggio ma le avrebbe spaventate minacciando di essere un mafioso.
Alla fine del 2023 Talarico ha cominciato la sua collaborazione con la giustizia dichiarandosi vicino al clan Forastefano. Interrogato il 22 luglio e il 19 settembre 2025, ha dichiarato, è scritto nei brogliacci dell’inchiesta, di essere un “prestanome” di Pasquale Forastefano e Nicola Abbruzzese (non indagati, ndr), storici esponenti nell’omonima cosca Sibaritide, comparendo per loro conto come titolare formale e gestore delle aziende agricole “Luca Talarico” e Agri, trattandosi di fatto di realtà imprenditoriali gestite direttamente dal clan. Talarico afferma di aver ottenuto da Forastefano l’autorizzazione a reclutare i cittadini nigeriani, due dei quali hanno sporto una denuncia fondamentale per l’avvio delle indagini.
Lo sfruttamento nella Piana di Sibari
In condizioni di sfruttamento avrebbero lavorato anche gli operai extracomunitari nell’azienda agricola, nella Piana di Sibari, di Andrea Novelli il quale avrebbe reclutato operai tramite la mediazione illecita di Qadeer Husnain Afzal.
Anche in questo caso parliamo di una retribuzione giornaliera pari a 23/25,00 euro circa ai lavoratori di origine africana ed una somma di 30,00 euro circa ai lavoratori di origine pakistana, togliendo il compenso per il mediatore, 5 euro al giorno per il trasporto e 50 euro al mese per l’alloggio. Nessuna garanzia sindacale, nessun dispositivo di sicurezza e lavoro sotto sorveglianza.
Condizioni speculari sono state ravvisate dai carabinieri nelle aziende di Domenico Gallo, Giovanni Falco, Cristian Vocaturi, Massimo Malagrinò Gigino Falbo, Lorenzo Aita, Walter La Fauci, Luigi Antonio Grillo, Umberto Grillo, Davide Grillo, Giovanni Sangregorio, Angelo Lanzillotta, Vincenzo Miraglia. Tutti titolari di aziende nella Piana di Sibari, accusati di sfruttamento del lavoro con l’ausilio di mediatori e caporali. I fatti relativi a questi sfruttamenti si riferiscono agli anni tra il 2019 e il 2021.
Tutti gli indagati:
AFZAAL Muhammad, classe ’76, Pakistan;
AFZAL Adnan, classe’84 , Pakistan;
AFZAL Qadeer Husnain, classe ’83, Pakistan;
AHMAD Zeeshan, classe ’90, Pakistan;
AHMED Yasin, classe ’99, Pakistan;
AITA Lorenzo, classe ’63, San Lorenzo del Vallo;
ALI AZAM Bhuiyan, classe ’73, Bangladesh;
ALI Jawad, classe ’99, Pakistan;
ALI Raza, alias “RAZA Ali”, classe ’93, Pakistan;
AMATO Eugenio, classe ’49, Cassano allo Ionio;
ANTONINI SIMEONI Carlo, classe ’57, Roma;
ARSHAD Iqbal, classe ’97, Pakistan;
BASILE Antonio, classe ’90, Cassano allo Ionio;
CORINA Demetrio, classe ’71, San Demetrio Corone;
D’ELIA Dario, classe ’74, Cassano allo Ionio;
D’ELIA Raffaele, classe ’99, Cassano allo Ionio;
D’ELIA Raffaele, classe ’93, Castrovillari;
D’ELIA Salvatore, classe ’66, Cassano allo Ionio;
DE MARCA Antonio Liberato Francesco, classe ’63, Lamezia Terme;
DIBERNARDI Francesco Roberto, classe ’92, Rotondella (MT);
DIL Sher, classe 85, Pakistan;
FALBO Gigino, classe ’64, Cassano allo Ionio;
FALCO Giovanni, classe ’73, Corigliano;
FRANCOMANO Giuseppe, classe ’68, Cassano allo Ionio;
GALLO Domenico, classe ’59, Cassano allo Ionio;
GRILLO Davide, classe ’63, Corigliano Calabro;
GRILLO Luigi Antonio, classe ’73, Corigliano Calabro;
GRILLO Umberto, classe ’69, Corigliano Calabro;
GUNGUI Cosomino, classe ’68, Casomino (NU);
HUSSAIN Basharat, classe 2000, Pakistan;
IUELE Leonardo, classe ’63, Cassano allo Ionio;
KODAKKAL VALAPPIL Muraleedharan, classe ’77, India;
KUJABI Babucarr, classe ’97, Gambia;
LA FAUCI Walter Giovanni, classe ’76, Villa Piana;
LANZILLOTTA Angelo, classe ’74, San Marco Argentano;
LIGUORI Carmela, classe ’66, Rotondella (MT);
MALAGRINO’ Massimo, classe ’82, Corigliano Calabro;
MARINO Emanuele, classe ’74, Cassano allo Ionio;
MARTINO Antonio, classe ’59, San Lorenzo del Vallo;
MICELI Giuseppe, classe ’70, Lamezia Terme;
MIRAGLIA Vincenzo, classe ’89, Roggiano Gravina;
MOHAMMAD HUSSAIN Ejaz, classe ’67, Pakistan;
MUHAMMAD Ihsan, classe ’83, Pakistan;
MUHAMMAD Mushtaq, classe ’90, Pakistan;
MUSHTAQ Bilal, classe ’92, Pakistan;
NAVEED Hussain, classe ’95, Pakistan;
NICOLÒ Filippo, classe ’72, Milano;
NOVELLI Andrea, classe ’78, Cassano allo Ionio;
OLIVA Luigi, classe ’78, Policoro (MT);
OLIVA Salvatore Giovanni, classe ’74, Cassano allo Ionio;
PERCIACCANTE Giuseppe, classe ’75, Cosenza;
PERCIACCANTE Sergio, classe ’81, Cassano allo Ionio;
SANGREGORIO Giovanni, classe ’63, Corigliano Calabro;
SANNA Natascia, classe ’83, Nuoro;
SBARRA Valentina, classe ’89, Tarsia;
SERGIO Rosanna, classe ‘ 73, Castrolibero;
SHAHZAD Amir, classe ’81, Pakistan;
SINGH Kulwinder, classe ’79, India;
SINGH Kulwinder, classe ’79, India;
SUBHANI Zain, classe ’99, Pakistan;
TALARICO Luca, classe ’85, collaboratore di giustizia;
TRALLI Vito, classe ’80, Tricarico (MT);
VALLUZZI Rocco, classe ’55, Scanzano Jonico (MT);
VIOLA Decimo, classe ’78, Rotondella (MT);
VOCATURI Cristian, classe ’87, Cassano allo Ionio;
YASIN Zahid, classe ’90, Pakistan;
ZAHID Sultan, classe ’68, Pakistan.
I fermati
AFZAL Qadeer Husnain, alias “Kadir o Kadri”;
AFZAL Adnan, alias “Ali”;
AFZAAL Muhammad;
MUSHTAQ Bilal, alias “Jimmy”;
SUBHANI Zain, alias “Zen”;
AHMED Yasin, alias “Agragna”;
NAVEED Hussain, alias “Hassan”;
ALI Raza, alias “RAZA Ali”;
ALI Jawad;
DIL Sher;
ARSHAD Iqbal;
HUSSAIN Basharat;
AHMAD Zeeshan;
SHAHZAD Amir;
ZAHID Sultan, alias “Master” o “Giovanni il pakistano”;
MOHAMMAD HUSSAIN Ejaz;
ALI AZAM Bhuiyan;
KODAKKAL VALAPPIL Muraleedharan;
MUHAMMAD Mushtaq, alias “KHAN”;
MUHAMMAD Ihsan.


