La decisione

Il caso Forciniti archiviato definitivamente dal Plenum del Csm

L’assemblea plenaria a maggioranza dice sì alla richiesta della prima commissione. Ma nel corso della discussione non sono mancate le polemiche. Tre i contrari, tre gli astenuti

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di Redazione
14 settembre 2022
12:40
Massimo Forciniti
Massimo Forciniti

Con 18 voti favorevoli, il Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura ha definitivamente archiviato la pratica di trasferimento per incompatibilità ambientale e/o funzionale del giudice del tribunale di Crotone, Massimo Forciniti, finito anch’esso nelle chat dell’ex pm di Roma Luca Palamara, con il quale aveva interlocuzioni correntizie circa le nomine direttive e semi-direttive riferite alla precedente consiliatura e con interessi anche per quella in corso, praticamente finita, visto che mancano meno di dieci giorni alla scadenza naturale del mandato.

L’assemblea plenaria era tornata a discutere della pratica dopo un primo rinvio in prima commissione a cui ha fatto seguito una nuova richiesta d’archiviazione, in quanto il mandato di Forciniti, quale presidente della sezione penale del tribunale di Crotone, è scaduto il 3 agosto scorso. Il relatore Alberto Maria Benedetti, quindi ha fatto notare che sono venuti meno i requisiti per valutare l’applicazione dell’ex art. 2. Ciò che è venuto fuori dal dibattito, però, è la mancata azione disciplinare della procura generale nei confronti di Forciniti, messo inizialmente sotto accusa per una questione di carattere politico, ma non per le sue relazioni con Palamara e altri membri dell’allora Csm.


Tra gli interventi più duri c’è sicuramente quello di Nino Di Matteo, in procinto di ritornare alla Dna: «Questa procedura manca del mancato esercizio dell’azione disciplinare, avviata solo per un verso rispetto alle sue condotte, ovvero per l’attività principale relativa alle consiliature precedenti». A ruota il consigliere Stefano Cavanna che si è detto d’accordo con Di Matteo, esprimendo tutte le sue perplessità e il consigliere di AreaDg, Giuseppe Cascini che, nonostante abbia votato a favore dell’archiviazione, non ha lesinato critiche alle Istituzioni: «Nel 2019 intervenni dicendo che la credibilità dell’istituzione si sarebbe misurata negli anni successivi. Ora mancano dieci giorni, possiamo forse fare una valutazione di bilancio. Non condivido chi accusa le istituzioni titolate di aver guardato da un’altra parte, ma condivido in pieno il disagio espresso dai consiglieri Di Matteo e Cavanna. La posizione di Forciniti è identica a quella di chi è stato radiato dalla magistratura». Si riferisce ovviamente a Luca Palamara. «Non capisco perché non sia stata portata davanti alla sezione disciplinare. L’unica cosa che mi viene da pensare è che sia sfuggita, ma rimane un grosso amaro in bocca. Le Istituzioni in questo caso non hanno dato una risposta adeguata. Detto ciò, la richiesta d’archiviazione è una strada obbligata».

Infine, il consigliere di Magistratura Indipendente, Loredana Micciché ha richiamato la nota di Nicola Gratteri che nella sua relazione aveva evidenziato come il caso del magistrato Forciniti non avesse intaccato i principi di imparzialità rispetto alle sue condotte nell’esercizio delle sue funzioni, avendo portato a termine processi antimafia importanti, tra cui quello denominato “Stige”. Infine, tre voti contrari e tre astenuti. Pratica dunque in soffitta.

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