Il caso

Il clochard di Scalea protagonista di nuovi episodi di violenza: aggredisce un uomo e sfascia l’infopoint

Il 42enne giunto in bicicletta dalla Lombardia torna a far parlare di sé. Su di lui pende un foglio di via emesso dalla questura di Cosenza, ma nessuna istituzione sembra riuscire a metter fine alla sua drammatica vicenda

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di Francesca  Lagatta
30 giugno 2022
22:50
L’infopoint messo a soqquadro
L’infopoint messo a soqquadro

«Claudio è una persona che ha bisogno di cure urgenti, senza le quali potrebbe fare del male a se stesso e agli altri da un momento all'altro». Scrivevamo così, soltanto il 26 aprile scorso, nell'ennesimo articolo di denuncia sulla vicenda, senza lieto fine, del milanese Claudio Carobbio, il 42enne giunto a Scalea un anno fa in sella alla sua bici e ben presto diventato una mina vagante, a causa dei suoi problemi e del vuoto istituzionale che lo circonda. E quelle parole furono, purtroppo, profetiche. Claudio nelle ultime 24 ore ha dapprima aggredito violentemente un uomo, in pieno centro, poi, ancora libero di agire, nel pomeriggio ha messo a soqquadro la struttura dell'infopoint, che sorge ai piedi di Torre Talao. Salvo l'uomo che vi presta servizio, grazie alla fuga in un bar nei paraggi.

Una mina vagante

Su Claudio, lo ricordiamo, pende un foglio di via emesso dalla questura di Cosenza, provvedimento mai attuato, decine denunce di ogni genere, numerosi tso e diversi fermi dei carabinieri, che lo hanno portato in carcere per pochi giorni. Anche stasera, dopo parecchi minuti, i militari sono riusciti a fermarlo, portarlo in caserma e metterlo in stato di fermo. In passato, Claudio ha già sfondato le vetrate della stazione, minacciato una donna con un coltello, distrutto la grondaia di un supermercato, ferendosi a sangue, e delirato senza vestiti da un tetto di uno stabile che lo ha ospitato per qualche giorno. Ricoverato qualche giorno in ospedale a Cetraro, è uscito dalla struttura per percorrere a piedi la ss18, mettendo a rischio la sua incolumità e quella degli automobilisti, poi è tornato a Scalea per riprendere la sua vita e finire nuovamente in pronto soccorso, stavolta in quello di Praia a Mare. Ma nessuna istituzione, nonostante il polverone sollevato, è in grade di mettere fine a questa drammatica vicenda.


Perché si rischia il dramma

Per i lettori che si approcciano alla storia per la prima volta, facciamo un breve riassunto. Claudio Carobbio soffre di turbe psichiche e dipendenze, lascia la sua a casa di Romano di Lombardia e arriva in bici a Scalea. Qui trova un'altra casa e un lavoro. Va tutto bene fino a che il gruzzoletto avuto in eredità gli permette di vivere dignitosamente. Poi, d'un colpo, perde tutto. Si procura una tende e vive lì, sotto le stelle, anche d'inverno. Poi entra un casa di un uomo incapace di badare a se stesso e si stabilisce con la sua tenda nel soggiorno. Parte una prima denuncia e i vigili gli sequestrano la tenda da campeggio. Così va a vivere nella grotta che sorregge Torre Talao, patrimonio dal valore inestimabile. Qui conosce la popolarità e la solidarietà della gente, anche grazie all'intervento del nostro network, ma d'improvviso, da un giorno all'altro, l'uomo docile e indifeso che avevamo raccontato si trasforma in un uomo che distrugge tutto ciò che incontra. Persone a lui vicine parlare di abuso di alcool, come è stato possibile verificare, e forse di droghe, come si evincerebbe da un video circolato sulle chat dell'alto Tirreno cosentino. I suoi momenti di lucidità diventano sempre più rari.

Ieri l'aggressione fisica a un uomo

Stando al racconto di numerosi testimoni, ieri sera Claudio, intorno alle 21, era di nuovo su di giri e in quei frangenti si sarebbe rivolto a un uomo a cui avrebbe chiesto dei soldi, con fare minaccioso. Al rifiuto dell'uomo, Claudio gli si sarebbe avventato contro, strappandogli gli occhiali dal viso. Sarebbe potuta finire molto male, se i presenti non avrebbero messo in fuga l'aggressore. Per la vittima, fortunatamente, solo qualche graffio e uno spavento, da cui fa ancora fatica a riprendersi. Stasera l'ennesima atto di violenza. La struttura in legno che ospita l'infopoint di Scalea è andata letteralmente distrutta. Poco dopo i carabinieri, allertati dai passanti, l'hanno convinto a seguirli in caserma. «Tanto fra due giorni esco», avrebbe farfugliato innanzi alle persone accorse sul posto, che l'hanno trovato intento a bere una birra al bar dopo la sfuriata. E forse lui è l'unico che ha capito come funzionano certe cose a queste latitudini.

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