Imponimento, il clan Anello e i voti per l'ex presidente della Provincia di Vibo De Nisi

La cosca di 'ndrangheta attiva nel Vibonese avrebbe appoggiato il politico in alcune competizioni elettorali: «A chi non votava per lui – racconta un pentito – sparavamo nelle gambe o gli bruciavamo l’auto»

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di G. B.
21 luglio 2020
16:00
Francesco De Nisi, ex presidente della Provincia di Vibo (foto fb)
Francesco De Nisi, ex presidente della Provincia di Vibo (foto fb)

Mafia e politica: un capitolo vastissimo nella nuova operazione antimafia della Dda di Catanzaro denominata Imponimento che finisce per travolgere diversi esponenti politici del Vibonese. Giovanni Angotti, collaboratore di giustizia, nel corso di diversi interrogatori, parlando del clan Anello-Fruci di Filadelfia ed Acconia di Curinga, ha riferito «che la cosca in occasioni di alcune competizioni elettorali aveva appoggiato Francesco De Nisi – e altri candidati a questi collegati – procacciandogli dei voti».

La cosca a caccia di voti per De Nisi

Dalle dichiarazioni dei collaboratori, gli inquirenti – guidati dal procuratore Nicola Gratteri – ricavano la circostanza che la cosca Anello-Fruci aveva «procacciato consenso elettorale al candidato Francesco De Nisi (elezioni comunali e provinciali), anche attraverso l’appoggio a candidati diversi (Carchedi Marcello e Fraone Domenico, quest’ultimo arrestato) che nelle varie competizioni elettorali erano di volta in volta collegati con De Nisi», ovvero con l’ex consigliere provinciale e poi presidente della Provincia di Vibo Valentia. Francesco De Nisi non è allo stato indagato (ex Margherita, ex Pd e da ultimo candidato alle regionali del gennaio scorso con Casa delle libertà) ma le dichiarazioni sul suo conto sono piuttosto “pesanti” ed alla sua figura i magistrati della Dda di Catanzaro dedicano molte pagine e il capo di imputazione mosso a Giovanni Angotti (associazione mafiosa) spiega che lo stesso dal 2008 al 2010 (prima di collaborare con la giustizia) si occupava, per conto dell’organizzazione (clan Anello) «delle richieste estorsive e del sostegno elettorale ai candidati vicini o alla consorteria, come in occasione dell’appoggio fornito a De Nisi Francesco alle elezioni provinciali del 2004 e del 2008».

De Nisi, il riconoscimento in foto ed i voti

Giovanni Angotti riconosce in foto Francesco De Nisi e spiega come funzionava l’appoggio fornito dalla consorteria degli Anello «per De Nisi in occasione di diverse competizioni elettorali. In particolare – sottolinea la Dda – Angotti affermava che De Nisi erogava somme di denaro prevalentemente ad Tommaso Anello, il quale successivamente li ripartiva agli affiliati». Tommaso Anello, 56 anni, di Filadelfia, è stato arrestato per associazione mafiosa ed è ritenuto il capo dell’omonimo clan insieme al fratello Rocco.

Le dichiarazioni di Angotti su De Nisi e le intimidazioni sugli elettori. «Il clan Anello ha avuto un ruolo sull’andamento di competizioni elettorali. In particolare ricordo che De Nisi Francesco in più occasioni ha richiesto agli Anello aiuto per ottenere un maggior numero di voti. Ricordo che questo De Nisi versava delle somme di denaro direttamente a Tommaso Anello,  prevalentemente perché Rocco era spesso in carcere, e questi le redistribuiva tra noi affiliati, me compreso, con il compito di raccogliere voti in suo favore utilizzando parte del denaro ricevuto. Ad esempio io potevo ricevere 1.000 euro e convincere qualche persona a votare De Nisi consegnando 50-100 euro ovvero ricorrendo alla violenza e quindi percuotendo, ovvero sparando nelle gambe alle persone che non intendevano votare per De Nisi, ovvero bruciando loro la macchina. Ricordo anche che lasciavamo a queste persone una scheda con il segno sulla preferenza indicata». Nello specifico ciò è avvenuto sia alle due elezioni comunali all’esito delle quali il De Nisi è diventato sindaco di Filadelfia. In una prima occasione il De Nisi aveva perso contro tale Francesco La Gala, non avendo in quel caso l’accordo con gli Anello.

 

Le preferenze per il Consiglio comunale di Filadelfia

«In occasione delle comunali ci fu indicata – prosegue Angotti – anche la preferenza del consigliere Carchedi Vincenzo. Lo stesso discorso fu fatto in occasione delle elezioni provinciali in cui il De Nisi era candidato consigliere in appoggio al candidato presidente Bruni ed infine nel 2008 quando il De Nisi si candidò direttamente alla presidenza della Provincia di Vibo». Anche Vincenzo Carchedi – chiamato in causa dal collaboratore Angotti – non è allo stato indagato.

 

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Giornalista
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