L’inchiesta

«Investivano e riciclavano i soldi dei Libri», i rapporti tra i fratelli Berna e la ‘ndrangheta svelati dal pentito

Secondo quanto riportato dagli inquirenti, i due imprenditori di Reggio Calabria sono il braccio economico e riferimento politico in Comune della potente cosca della città dello stretto

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di Elisa Barresi
3 febbraio 2023
08:00
I fratelli Berna
I fratelli Berna

«C’erano tutti i ragazzi della cosca... una cosa incredibile... sembrava un summit, non sembrava una riunione elettorale». Poche parole che vanno ad incastonarsi in un quadro ben più articolato. Quello che dipinge il ruolo dei fratelli Demetrio e Francesco Berna come espressione della ‘ndrangheta in politica così come nell’imprenditoria. I Berna, nella giornata di ieri, sono stati colpiti da un sequestro di beni di 45 milioni di euro perché considerati il braccio economico del clan Libri di Reggio Calabria. 

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La storia

I due, infatti, sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare già nel 2019, in quanto ritenuti «imprenditori di riferimento dell'articolazione di 'ndrangheta reggina denominata cosca Libri». In particolare, la Procura ha contestato loro di aver agito «in qualità di partecipi, imprenditori di riferimento della cosca delegati allo svolgimento di attività imprenditoriali, in particolare nel settore edilizio, immobiliare e della ristorazione. Investivano e riciclavano (in Calabria e su tutto il territorio nazionale) capitali del sodalizio mafioso, garantendo il versamento allo stesso di una parte dei profitti così ricavati; agevolavano l'espansione economico imprenditoriale della cosca, tramite subappalti, commesse, affidamenti, accordi societari con i suoi rappresentanti. Ottenevano in tal modo la possibilità di eseguire lavori edili e di avviare attività commerciali nell'area reggina, fruendo della protezione degli esponenti apicali della cosca e, per il loro tramite, delle altre articolazioni di 'ndrangheta operanti sul territorio».


I pentiti

A parlare degli imprenditori, già nel 2019, con l’inchiesta “Libro nero”, è il pentito Enrico De Rosa, che in diversi interrogatori ha rimarcato il ruolo dei Berna in politica. In particolare Demetrio, si legge nelle carte, «svolgeva contestualmente attività politica e riceveva per sé e per altri candidati da lui indicati i voti procurati dai rappresentanti della cosca in occasione delle competizioni elettorali; metteva a disposizione dell'associazione i ruoli istituzionali rivestiti (consigliere comunale e assessore al bilancio del comune di Reggio Calabria), garantendo il proprio intervento presso le pubbliche amministrazioni per favorire i sodali».

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