Incendio al Green Village, Confindustria: ‘siamo preoccupati e indignati’

Il presidente degli industriali calabresi, Natale Mazzuca esprime ‘solidarietà alla proprietà e ai lavoratori del villaggio turistico’

di Redazione
29 aprile 2015
13:55

“L’incendio doloso che ha distrutto una grande parte del Green Village, centro turistico d'eccellenza di Sibari, preoccupa ed indigna i vertici di Confindustria Cosenza”. È quanto si legge in una nota dell'associazione. “A qualche centinaio di metri dal luogo dove sono divampate le fiamme l'altra notte – afferma il presidente degli industriali cosentini e calabresi Natale Mazzuca – poco meno di un anno il Pontefice pronunciò parole forti contro la mafia e il sistema criminoso. L'increscioso accadimento ci preoccupa, quindi, ancora di più e rimette in primo piano l'urgenza di affrontare le problematiche legate alla presenza sul territorio della malavita organizzata ed alle ingerenze pesanti esercitate in particolar modo nei confronti delle attività economiche e dei rappresentanti delle istituzioni, di cui quotidianamente leggiamo le intimidazioni subite”. Nell'esprimere “piena solidarietà alla proprietà ed ai lavoratori del villaggio per il sopruso ed il danno subito”, Mazzuca sottolinea che “il fatto, già gravissimo in sé, lo diventa ancora di più perché si registra a poche settimane dall'apertura della nuova stagione turistica. Pensare alle gravissime ripercussioni che si determineranno per i titolari e per le centinaia di maestranze impegnate nell'attività turistica lascia l'amaro in bocca, soprattutto considerata la scarsità di posti di lavori che si contano alle nostre latitudini. Una ulteriore ragione perché l'indignazione diventi corale ed assoluta”.

 


Per i dirigenti di Confindustria Cosenza, la strada da percorrere è quella “dell'affermazione della cultura della sicurezza e della legalità, in tutti i territori, coinvolgendo tutti i cittadini, le categorie produttive, le organizzazioni sindacali, il terzo settore, il mondo della scuola, della ricerca e della formazione. È un problema che riguarda il Paese – conclude Mazzuca – e la Calabria in particolare. Non riusciremo a crescere e svilupparci se avremo intorno al collo il cappio stretto della cultura criminosa che uccide quello che di buono si cerca di costruire, con fatica, impegno, sforzi personali e collettivi”.

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