Arso vivo nella tendopoli, il fratello: «Era venuto in Italia per studiare»

Soumbu ha attraversato lo Stretto e, da Catania, è giunto a San Ferdinando. Intanto mentre proseguono le indagini, gli amici della vittima sospettano che il rogo possa non essere stato accidentale

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2 dicembre 2018
17:14
L’incendio nella tendopoli
L’incendio nella tendopoli

Nell’ennesima notte d’inferno, nella tendopoli di San Ferdinando, Suruwa Jaiteh è morto tra le fiamme mentre dormiva. Il fratello Soumbu, non si dà pace e racconta: «Era venuto in Italia un anno fa. La sua ambizione era studiare. E adesso non c'è più». Ha gli occhi arrossati e gonfi, non ha voglia di parlare all’uscita del campo. Con lui, gli amici del fratello che gli sono vicini. Soumbu  vive a Catania e, appena saputo quanto accaduto, ha attraversato lo Stretto per raggiungere la Calabria.

 

I sospetti degli amici e le indagini in corso

Intanto, mentre proseguono le indagini sulle cause che hanno scatenato il rogo, sono proprio gli amici della vittima ad avanzare sospetti. Ovvero che l’incendio possa non essere stato accidentale: «Ieri sera – hanno raccontato all’Ansa - due persone che vivono nel campo sono venute a cercarlo. Quando è stato chiesto loro perché, hanno risposto: “niente, niente” e se ne sono andati. Poco dopo è scoppiato l'incendio». Dubbi e circostanze che verranno appurate dagli inquirenti.

 

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