Inchiesta Clinica Malata, concessi i domiciliari ai fratelli Tricarico

I due imprenditori belvederesi erano stati tradotti in carcere il 4 giugno scorso. Secondo il gip di Paola Romaria Mesiti non c'è il rischio di inquinamento delle prove, né di pericolo di fuga

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di Francesca  Lagatta
15 giugno 2020
12:30
L’ingresso al pronto soccorso della clinica
L’ingresso al pronto soccorso della clinica

Erano detenuti in carcere dal 4 giugno scorso, ora invece per i fratelli Tricarico Rosano, Ciro, classe 1957, e Pasquale, classe 1950, sono stati disposti gli arresti domiciliari. La decisione è stata presa nel fine settimana scorso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Paola, Rosamaria Mesiti, che ha accolto le richieste degli avvocati difensori e ha evidentemente ritenuto insussistenti i motivi della permanenza cautelare in carcere.

Secondo il gip, non esisterebbe quindi il pericolo di fuga degli indagati né il pericolo di inquinamento della prove o di reiterazione del reato. Insieme a Fabrizio Tricarico Rosano, già ai domiciliari, e a Carmen Rosano, i due imprenditori della sanità privata risultano indagati nell'ambito dell'inchiesta "Clinica Malata", che prova a far luce sull'intricata storia di debiti e fallimenti relativi alla casa di cura Tricarico di Belvedere Marittimo, oggi rinominata Tirrenia Hospital e gestita da una nuova società del tutto estranea ai fatti contestati dalla procura guidata dal magistrato Pierpaolo Bruni. La decisione è avvenuta nonostante il parere contrario del Pubblico Ministero.

Grave danno all'Erario e artifici contabili

Le investigazioni, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Cosenza, hanno ipotizzato l’esistenza di un’associazione per delinquere, che avrebbe determinato un progressivo ma inarrestabile depauperamento dell’attivo patrimoniale delle società di gestione della clinica, "Istututo Ninetta Rosano srl" e "Casa di Cura Tricarico Rosano srl", con grave danno per l’Erario e i creditori sociali. In particolare, le indagini hanno consentito di smascherare gli artifici contabili e societari che hanno garantito la gestione della casa di cura nonostante un’esposizione debitoria complessiva superiore ai 100 milioni di euro e culminata con una sentenza di fallimento nel luglio del 2018.

Svuotamento delle case aziendali per motivi personali

Secondo le investigazioni, mediante le società di gestione della clinica gli indagati avrebbero utilizzato ingenti somme di denaro, circa 7 milioni di euro, per il soddisfacimento degli interessi personali. Gli inquirenti seguono anche la pista dei fondi occultati all'estero. Finora le indagini li hanno condotti in Gran Bretagna, dove sarebbero stati trovati dei fondi sui conti di società riconducibili ad alcuni degli indagati.

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