Le indagini

Inchiesta di Rende, ecco perché l’assessore Pino Munno è accusato di peculato

Sono scattati gli arresti domiciliari perché avrebbe utilizzato i soldi del Comune di Rende per riparare una stampante dei carabinieri forestale di San Pietro in Guarano. Dalle carte emergono intercettazioni tra lui e alcuni militari

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di Antonio Alizzi
11 novembre 2022
07:10
Pino Munno
Pino Munno

La riparazione di una stampante portatile in uso ai carabinieri forestale di San Pietro in Guarano pagata con i soldi del comune di Rende. Questa è una delle accuse della procura di Cosenza, coordinata dal procuratore Mario Spagnuolo, nei confronti dell'ex assessore rendese Pino Munno, coinvolto nell'ultima inchiesta sul Comune di Rende e dimessosi dalla carica istituzionale dopo l'arresto nella maxi indagine della Dda di Catanzaro contro la 'ndrangheta cosentina.

Pino Munno, che fino a ieri si trovava confinato in provincia di Catanzaro, a seguito del divieto di dimora in provincia di Cosenza impostogli dal tribunale del Riesame di Catanzaro, deve rispondere nella nuova inchiesta che lo vede coinvolto del reato di peculato. Ipotesi di reato che avrebbe provocato un danno economico al comune di Rende, come evidenziato dal gip Piero Santese nell’ordinanza cautelare.


Gli arresti domiciliari sono arrivati anche per il capo 56. Una storia tutta da leggere che, a dire degli investigatori, dimostrerebbe tutta la spregiudicatezza dell'ex assessore del comune di Rende, intercettato dalla procura di Cosenza, con altri soggetti finiti sotto la lente d'ingrandimento delle forze dell'ordine.

Per il gip di Cosenza «sussistono i gravi indizi di colpevlezza in ordine al reato di peculato contestato, atteso che dall'esame congiunto del compendio intercettivo e della documentazione fiscale acquisita emerge un quadro indiziario, a carico di Munno, univoco».

«Dalle intercettazioni - scrive il gip Santese - è emerso che Munno si è prodigato al fine di far effettuare il lavoro di riparazione della stampante e di sostituzione del toner della stessa, in uso ai carabinieri forestale di San Pietro in Guarano, ponendo le spese di tale servizio a carico della Rende Servizi Srl». Una circostanza ricavabile - secondo il gip - dalla «contiguità temporale tra la richiesta di intervento fatta da Munno e l'emissione della fattura nonché della decisiva emergenza che la società "Arintha toner srl", che ha prestato il servizio in questione, nei mesi di febbraio e marzo 209 non ha emesso altre fatture nei confronti della Rende Servizi, la quale solitamente ha rapporti di fornitura di materiale informatico con la società "Free technology srls”».

Secondo il gip di Cosenza, la somma per la riparazione della stampante nella disponibilità dei carabinieri forestale di San Pietro in Guarano, «è stata utilizzata, su disposizione di Munno, per scopi del tutto diversi rispetto alle finalità istituzionali dell'Ente, e cioè per finalità esclusivamente private, estranee a quelle proprie della Rende Servizi srl, che è società in House del comune di Rende, che opera con fondi pubblici e ha ad oggetto la gestione di servizi di pubblico interesse e di utilità sociale». 

Il presunto "favore" fatto da Munno ai militari dell'Arma di San Pietro in Guarano, deriverebbe dal fatto che nel comune presilano, l'ex assessore rendese doveva eseguire dei lavori su un terreno di sua proprietà. Il costo della riparazione di un gruppo fusore di una stampante portatile ed un toner di colore nero, come risulta dalla fattura acquisita dalla Guardia di Finanza, è stato di 124,80 euro. 

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