Indennità del 118, esposto in Procura: oltre 60 operatori contro l'Asp di Catanzaro

VIDEO | L'azienda sanitaria provinciale ha avviato un'azione coattiva di recupero dei crediti per importi che toccano anche 100mila euro. Si alza il livello dello scontro

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di Luana  Costa
4 agosto 2020
11:44

Si alza il livello dello scontro all'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, che nelle scorse settimane ha promosso un'azione coattiva di recupero dei crediti nei confronti degli operatori convenzionati del 118 obbligandoli a restituire le indennità aggiuntive percepite negli ultimi dieci anni ma oggi ritenute illegittime. Importi che raggiungono anche 100mila euro. «Già da tempo abbiamo depositato quattro diffide per sollecitare l'Asp a non procedere alle trattenute sulle retribuzioni. Queste diffide però non hanno ricevuto alcuna risposta» ha spiegato l'avvocato Antonio Pileggi che per conto di oltre sessanta operatori del 118 nei prossimi giorni depositerà un esposto in Procura.  

 

«Non siamo stati nemmeno degnati di una risposta - proseguito il legale - e da qui la decisione di promuovere un ricorso davanti al giudice del lavoro del Tribunale di Catanzaro e Lamezia Terme per accertare il diritto a percepire queste indennità di 5,50 per ogni ora di lavoro». La prima udienza, tuttavia, è stata fissata ad ottobre del 2021, così un gruppo nutrito di operatori ha deciso di forzare i tempi e rivolgersi direttamente alla magistratura. «Ritengo che la strada dell'esposto sia obbligata - ha aggiunto ancora Antonio Pileggi - nelle more dell'intervento del giudice del lavoro. C'è inoltre da dire che l'Asp quanto meno avrebbe dovuto aspettare la pronuncia del giudice del lavoro se non altro prima di procedere alla trattenuta in busta paga dell'asserito indebito». 

Giornalista
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