Indennità medici 118, lo scontro con l’Asp di Catanzaro finisce in Procura

VIDEO | Dopo il procedimento al Tribunale del Lavoro, l’azienda ha chiesto nuovamente la restituzione delle somme nonostante le stia prelevando dalla busta paga

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di Tiziana Bagnato
8 gennaio 2021
12:45

Una situazione kafkiana quella che stanno vivendo i medici del 118 dell’Asp di Catanzaro. La loro vicenda, ora, è approdata in procura e alla guardia di finanza. Questa estate era stato loro richiesto di restituire l’indennità aggiuntiva di 5 euro e 50 per ogni ora lavorativa degli ultimi dieci anni.

Da luglio senza alcun preavviso l’Asp ha proceduto così a trattenerla sulla loro busta paga con tranche che sono state importanti sforbiciate sugli stipendi. Non a caso hanno rinunciato all’incarico diversi medici d’emergenza. Venti in tutto quelli che sono andati via, tanto che al momento le undici ambulanze dell’Asp di Catanzaro non sono tutte provviste di medico.


Dopo che i medici si sono rivolti al Tribunale del Lavoro per discutere delle indennità, l’Azienda provinciale ha reagito chiedendo loro di restituire le indennità aggiuntive, cosa che già stanno facendo in modo coatto perdendo ogni mese centinaia di euro sullo stipendio. Oltre al danno la beffa, insomma. Ecco perché si è approdati in Procura e alla Guardia di Finanza.

Tra prelievi forzosi e colpi di coda intanto l’emergenza viene smontata.Undici in tutto le ambulanze dell’azienda medicalizzate, in origine erano 14, poi tre sono state private del medico. Si tratta di quella di Maida, per quanto riguarda il Lametino e Sersale e Tiriolo per quanto riguarda il catanzarese. Una situazione allarmante vista anche la scarsità di mezzi.

Una sola, ad esempio, l’ambulanza in dotazione al Giovanni Paolo II di Lamezia Terme. Quando questa è fuori bisogna aspettare che ne arrivi una da Soveria o dal circondario, sperando che ci sia il medico a bordo. Ecco perchè i tempi di attesa possono essere lunghi e si verificano paradossi come quello avvenuto qualche giorno fa quando una donna ha avuto un malore a Lamezia e, in mancanza di un’ambulanza, è stato allertato l’elisoccorso che brucia centinaia di euro soltanto per alzarsi in volo. E così in una sanità già claudicante e commissariata anche l’emergenza va alla deriva.

Poche ambulanze e pochissimi medici perfino in tempi di pandemia quando essere tempestivi e programmare diventa fondamentale. Ma non solo. Bisogna tenere conto dei tempi di sanificazione dei mezzi e che non consentono a questi di passare tout court da un’emergenza all’altra.

Giornalista
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