Infiltrazioni mafiose nel termovalorizzatore di Gioia Tauro, otto rinvii a giudizio

L'inchiesta della Procura antimafia reggina denominata Metauros ha fatto luce sul presunto interesse del clan Piromalli sul ciclo dei rifiuti. Il gup ha ammesso due imputati al rito abbreviato

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di Redazione
28 settembre 2018
15:23

Il gup distrettuale di Reggio Calabria ha rinviato a giudizio 8 imputati coinvolti nell'operazione della Procura antimafia denominata "Metauros", inchiesta sulla presunta ilfiltrazione della cosca Piromalli nel termovalorizzatore di Gioia Tauro. Il giudice per l'udienza preliminare ha ammesso, inoltre, Francesco Barreca e Giuseppe Commisso detto "u mastru" all'abbreviato. Per gli ultimi due il processo inizierà il 17 dicembre prossimo davanti al gup reggino, mentre gli otto rinviati a giudizio compariranno l'8 novembre prossimo davanti al collegio del Tribunale di Palmi.

 


Sono Gioacchino Piromalli, l'avvocato Giuseppe Luppino, i fratelli Giuseppe, Domenico e Paolo Pisano, Saverio Fondacaro, Rocco La Valle e Ilenia Giuseppina Coco. Il gup Antonio Laganà ha accolto la richiesta della Procura antimafia che, tramite il pm Giulia Pantano, che ha coordinato le indagini, aveva chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati.

 

L’inchiesta “Metauros” ipotizza, per la prima volta, il forte interesse del clan Piromalli per il business legato al “ciclo dei rifiuti”, avrebbe accertato come la costruzione e la gestione dell’unico inceneritore presente in Calabria, in contrada Cicerna a Gioia Tauro, abbia risentito del continuo condizionamento del clan Piromalli. La cosca secondo l’accusa avrebbe fatto capo, fino al suo arresto, a Gioacchino Piromalli classe ’69. Giuseppe Luppino, già presidente del Consiglio d’amministrazione di “Piana Ambiente spa” e ritenuto un uomo vicino ai Piromalli.

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