Insulti su Facebook, Ernesto Magorno querela un utente “pro-discoteche”

VIDEO | Il primo cittadino di Diamante ha ricevuto una serie di offese da parte di una persona che non ha gradito la presa di posizione del sindaco sulla chiusura dei locali

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di Francesca  Lagatta
19 agosto 2020
17:51

Non c'è pace per Ernesto Magorno e la sua comunità. Dopo la sanguinosa rissa di sabato scorso ad opera di 4 balordi armati che hanno scatenato il caos in pieno giorno, ora il primo cittadino di Diamante torna a essere oggetto di una serie di insulti e presunte minacce, dopo quelle già denunciate nei mesi scorsi. Stavolta a turbare la quiete della città dei murales, ci ha pensato un utente Facebook, che ha dichiarato di appartenere al mondo delle discoteche. In un commento ha mostrato tutto il disappunto nei confronti del primo sindaco diamantese, "reo" di aver chiuso le discoteche prima di Ferragosto per contrastare un improvviso aumento di casi Covid tra i giovani.

La querela

Senza batter ciglio, il sindaco senatore ha sporto querela nei confronti dell'uomo per il reato di diffamazione a mezzo stampa, cioè i social, aggravato da minaccia. «Buona estate - scrive l'utente rivolgendosi a Magorno - spero di poterla incontrare al teatro dei ruderi o alla festa del Peperoncino». Il documento è stato poi mostrato sulle pagine Facebook del primo cittadino, che è anche senatore della Repubblica, eletto tra le fila di Italia Viva, e componente del Copasir, il comitato che esercita il controllo parlamentare sull'operato dei servizi segreti italiani.

Situazione tesa

Da qualche giorno l'aria è tesa, non solo a Diamante. Il Covid non arresta la sua corsa e per alcuni settori la ripresa è ancora più difficile. Tra questi, c'è certamente la categoria delle discoteche che, dopo un lungo stop, aveva ripreso le sue attività, salvo, poi, subire un ulteriore stop alla vigilia di Ferragosto a causa dei numerosi contagi registrati nelle sale da ballo. Il sindaco Magorno, alla guida di una delle città più affollate di turisti della costa tirrenica, ne aveva immediatamente disposto la chiusura, suggerendo di estendere il provvedimento a tutta la regione, come effettivamente avvenuto. Ma ciò ha chiaramente dato vita a malumori. Già domenica scorsa, in occasione della conferenza stampa legata al pestaggio del giorno prima, Magorno aveva dichiarato di essere da giorni vittima di attacchi provenienti da ogni dove perché con la chiusura delle discoteche «abbiamo pestato i piedi a chi ha interessi loschi e agli spacciatori di droga». Chiaramente i due episodi non hanno alcuna correlazione, non c'è alcun elemento che lo faccia pensare, ma la rabbia crescente tra i giovani comincia a preoccupare.

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