«Mio padre vittima innocente di una terra malata, la nostra vita cambiata per sempre»

VIDEO-INTERVISTA | Lo sfogo di Giuseppina, la figlia di Gregorio Mezzatesta brutalmente ucciso a Catanzaro nel giugno del 2017 e obiettivo di una vendetta che il clan Scalise intendeva compiere contro lo zio Domenico, considerato un esponente di primo piano del crimine organizzato. Lei, la sua famiglia, così come suo padre, pagano il prezzo di un cognome divenuto pesante come un macigno

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di Pietro Comito
27 gennaio 2019
14:22
Giuseppina Mezzatesta
Giuseppina Mezzatesta

«Di quel giorno ricordo poche cose. Immagini e un suono: le urle di mia sorella e la sua corsa per vedere mio padre. Anche da lontano si vedeva la macchina, lui seduto, i vetri, il sangue. Immagini che non dimenticherò mai». Capelli neri, occhi profondi e malinconici. Giuseppina è la figlia di Gregorio Mezzatesta, ucciso il 24 giugno del 2017 da Marco Gallo, il sicario al soldo degli Scalise, i nuovi padroni del Reventino. Così hanno sancito le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Giuseppina difende la memoria di suo padre, un uomo buono, perbene, racconta ai nostri microfoni. Obiettivo di una vendetta trasversale: Gregorio è il fratello di Domenico e lo zio di Giovanni Mezzatesta, i reduci del cosiddetto "Gruppo della Montagna", oggi in carcere per il duplice omicidio al Bar del Reventino. Ma Gregorio, la sua famiglia, la moglie Rosetta e le sue figlie, sono diversi dallo zio e dal nipote.

Suo padre, spiega, è l'ennesima vittima innocente di una terra malata. «Ho fatto le mie scelte e la mia vita ma quelle degli altri hanno condizionato irrimediabilmente la mia. Orribile è il mondo malato che mi circonda e orribile è quello che mi è accaduto per le scelte di altri» - ha affermato ancora Giuseppina. Lei, la sua famiglia, così come suo padre, pagano con dolore il prezzo di un cognome divenuto pesante come un macigno.


La vita di questa ragazza di Soveria Mannelli, laureatasi in legge, oggi giovane avvocato, era però già cambiata quando il 9 agosto 2016 a Lamezia Terme fu ucciso Francesco Pagliuso, il giovane principe del foro anch'egli assassinato, spiegano le indagini di Dda e carabinieri, dalla pistola di Marco Gallo. Francesco Pagliuso per Giuseppina era un punto di riferimento, un modello, «un dominus, il grande avvocato». Da quel giorno la sua vita è cambiata per sempre. 

 

Ma un futuro diverso - forse - è possibile. «Una parte di me vorrebbe mollare tutto e andare via, un'altra pensa che non è giusto che io abbandoni tutto per colpa di altri. Il mio futuro non è più bello come quello di prima, non è più pieno di sogni. Il mio unico sogno è dare giustizia a mio padre».

 

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