Intimidazione a Rende

Ionà a chi ha messo la bomba: «In Calabria si può uscire dalla melma della ’ndrangheta»

VIDEO | Il titolare della concessionaria che questa notte è stata presa di mira con un ordigno fatto esplodere davanti alle vetrine: «Siamo pronti a ripartire»

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di Redazione
17 agosto 2022
18:15
Nel riquadro Emanuele Ionà
Nel riquadro Emanuele Ionà

Rabbia, pietà, misericordia. Sono sentimenti contrastanti quelli provati da Emanuele Ionà, titolare della concessionaria di Rende questa notte oggetto di una grave intimidazione. Un ordigno è stato infatti fatto esplodere davanti alla vetrine di una delle attività del gruppo leader nel settore in Calabria. Con la voce rotta, racconta ai nostri microfoni cosa ha provato nel vedere le immagini di videosorveglianza: «Sono cattolico, non porto rancore e ho il perdono nel cuore. Vorrei guardare negli occhi il responsabile e dirgli che in Calabria, se vuole, ci sono possibilità per uscire dalla melma della 'ndrangheta e guadagnarsi umilmente uno stipendio che gli consenta di ridare dignità alla sua persona». 

Nell'intervista video andata in onda questa sera nel corso dell'edizione del nostro tg delle 20.30 su LaC Tv (canale 11 del digitale terrestre), Ionà ripercorre gli attimi vissuti subito dopo aver appreso la notizia, in particolare la difficoltà di spiegare ai suoi bambini l'accaduto.

È provato ma deciso a non fermarsi e in questo è stata fondamentale anche l'ondata di solidarietà che ha travolto tutto il gruppo nella giornata odierna. Tantissimi, infatti, i messaggi di vicinanza da politici, istituzioni e semplici cittadini: «Abbiamo denunciato tutto immediatamente, c'è tanta rabbia e sconcerto ma bisogna reagire - ha detto Ionà. E noi siamo pronti a ripartire».


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