Kyterion, 16 rinvii a giudizio

Il gup del Tribunale di Catanzaro dopo nove ore di camera di consiglio ha deciso anche 5 proscioglimenti a carico di sodali e affiliati al clan Grande Aracri. Ventinove gli imputati ammessi all'abbreviato

di Gabriella Passariello
15 gennaio 2016
21:30

Una decisione lunga quella che ha dovuto prendere il gup del Tribunale di Catanzaro che dopo circa nove ore di camera di consiglio, nell’aula bunker ha stabilito 5 proscioglimenti e 16 rinvii a giudizio per i ventuno dei 50 imputati tra sodali e affiliati al clan Grande Aracri di Cutro, che hanno sceltoil rito ordinario, coinvolti nel primo troncone della maxi inchiesta antimafia denominata Kyterior, a carico dei quali il pm della distrettuale Domenico Guarascio aveva chiesto il processo per tutti. Prosciolti  Giuseppe Caccia, chiamato anche Peppe, 57 anni, nato a Cutro; Antonio Colacino, 35 anni, nato a Cutro; Domenico Grande Aracri, 50 anni, nato a Cutro; Giuseppe Migale Ranieri, 37 anni, nato a Cutro ; e Giuseppe Villirillo, 63 anni, nato a Cutro.

 

I RINVIATI A GIUDIZIO

Si tratta di  Giuseppe Altilia, alias Peppe U’ Pisciaru, 50 anni, nato a Botricello; Roberto Corapi, 55 anni, nato a Catanzaro; l’avvocato Rocco Corda, 45 anni, nato a Petilia Policastro; Santo Maesano, 57 anni, nato a Isola Capo Rizzuto; Albano Mannolo, 45 anni, nato a Cutro; Leonardo Mannolo, 27 anni,  nato a Crotone; Vito Martino, 45 anni, nato a Crotone; Gennaro Mellea, alias Piero, 38 anni, nato a Catanzaro; Antonio Riillo, 32anni, nato a Isola Capo Rizzuto; Carmine Riillo, 28 anni, nato a Crotone;Domenico Riillo, alias U’ Trentino, 56 anni, nato a Isola Capo Rizzuto; Giuseppe Riillo, 34 anni, nato a Crotone; Alfonso Pietro Salerno, alias Fronzo, 60 anni, nato a Cutro; Salvatore Scarpino, alias Turuzzo, 50 anni, nato a Cutro; Alex Schicchitano, 29 anni, nato in Brasile. Il processo a loro carico inizierà il 3 marzo al Tribunale collegiale di Crotone

GLI IMPUTATI AMMESSI ALL’ABBREVIATO

I restanti 29 imputati sono stati ammessi al rito abbreviato che in caso di condanna comporta lo sconto di un terzo di pena. Giovanni Abramo, 39 anni, nato a Crotone;

Francesco Aiello, 58 anni, nato a Cutro; Pasquale Arena, alias “Nasca”, 58 anni, nato a Isola Capo Rizzuto; Giuseppe Celi, 38 anni, nato a Catanzaro; Dario Cristofaro, 53 anni, nato Catanzaro; Alfonso Diletto, 48 anni, nato a Cutro; Michele Diletto, alias Michele U’ Riepolo, 29 anni, nato a Crotone; Pasquale Diletto, alias Pasquale U’ Riepolo, 36 anni, nato a Crotone; Salvatore Diletto, alias Salvatore U’ Riepolo, 25 anni, nato a Crotone; Giovanni Frontera, alias Giovanni A’ Lastra, 41 anni, nato a Cutro; Francesco Gentile, chiamato anche Franco, 56 anni, nato a Isola Capo Rizzuto; Salvatore Gerace, alias U’ Tipografo, 47 anni, nato a Cutro; Antonio Grande Aracri, 55 anni, nato a Cutro; Ernesto Grande Aracri, alias Raffaele, alias U’ Massaru, 45 anni, nato a Crotone; Nicolino Grande Aracri, 56anni, nato a Cutro; Angelo Greco, 65 anni, nato a San Mauro Marchesato; Francesco Lamanna, 54 anni, nato a Cutro; Domenico Lazzarini, chiamato anche Mico, alias Pinocchio, 64 anni, nato a Petronà; Giuseppe Lequoque alias Peppe Cannuni, 71 anni,  nato a Isola Capo Rizzuto; Antonio Maletta, 36 anni, nato a Catanzaro; Luigi Martino, 28 anni, nato a Catanzaro; Francesco Mauro, alias Cinese, 52 anni, nato a Petilia Policastro, Matteo Mazzocca, 29 anni, nato a Catanzaro; Domenico Nicoscia, alias Mimmo Macchietta, 53 anni, nato a Isola Capo Rizzuto; Carmine Riillo, 38 anni, nato a Crotone; Antonio Salerno,  35 anni, nato a Crotone; Benedetto Giovanni Stranieri, 52 anni, nato a Salve (Lecce); Lucia Stranieri, 37 anni,  nato a Tricase e Romolo Villirillo, 37 anni, nato a Crotone. Gli abbreviati verranno discussi il 18 febbraio

 

LE IPOTESI DI ACCUSA

Devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione tentata e consumata, armi, usura, omicidio tentato e consumato, minaccia e violenza privata. Travolti nell’inchiesta tra gli altri Nicolino Grande Aracri, (che ha optato per l’abbreviato) i fratelli Domenico ed Ernesto, (quest’ultimo ammesso al rito alternativo), accusati anche dell’omicidio del vecchio boss di Cutro Totò Dragone, avvenuto il 10 maggio 2004. Gli ultimi due presunti responsabili del contestuale tentato omicidio di Giovanni Spadafora e Antonio Ciampà, scampati ad uno scontro di fuoco.  Dalle intercettazioni ambientali e telefoniche emerge come la cosca Grande Aracri si servisse di professionisti in grado di avvicinare ambienti curiali, i cavalieri di Malta e le organizzazioni massoniche. Tra questi compare il nome della giornalista Grazia Veloce, 72enne attualmente ai domiciliari, la cui posizione è stata stralciata in questo procedimento per confluire nella seconda tranche dell’inchiesta. Secondo le ipotesi di accusa, la professionista avrebbe stretto  rapporti personali con gli ambienti ecclesiastici romani per consentire al genero di Nicolino Grande Aracri, Giovanni Abramo, detenuto nel carcere di Sulmona,  l’avvicinamento nelle carceri calabresi. E c’è anche l’avvocato del foro di Crotone Rocco Corda, che avrebbe cercato di "aggiustare" un processo in Cassazione a favore del clan, anche se allo stato gli inquirenti non sono riusciti a dimostrare quali sono le persone che abbiamo potuto favorire la cosca".  Quel che è certo è che Corda  viene ritenuto " organico alla cosca" quale soggetto referente del boss Nicolino Grande Aracri. L’avvocato veniva mandato nei cantieri, e a partecipare a riunioni importanti - col compito di fare da mediatore, per questioni delicate come gli omicidi.  Stessa accusa grava sui legali Benedetto Giovanni Stranieri e Lucia Stranieri, che hanno scelto l’abbreviato. Avrebbero avvicinato ambienti giudiziari della Corte di Cassazione per favorire un esponente  del clan. Decine le estorsioni ricostruite dalla Direzione distrettuale Antimafia del capoluogo calabrese e che riguardano i territori di Crotone e Catanzaro, dove la cosca aveva esteso i suoi interessi. Nel mirino soprattutto la gran parte dei villaggi turistici della fascia jonica. Per riciclare il denaro sporco la cosca di Cutro aveva avviato finanche un progetto in Algeria con una polizza fideiussoria di 5 milioni di euro necessaria per la costruzione di un complesso immobiliare di 1.182 alloggi. La cosca Grande Aracri avrebbe avuto a disposizione una montagna di soldi, come emerge da un progetto per ottenere all’estero una “piattaforma” economica garantita apparentemente da una ingente disponibilità economica su un conto corrente di una Banca online riconducibile a Nicolino Grande Aracri. Secondo gli investigatori, attraverso un prestanome, sul conto ci sarebbe stata una disponibilità di 243 milioni di euro. L’inchiesta Kyterion, risale al 28 gennaio dell’anno scorso, una vasta operazione che ha dato il via alle operazioni gemelle nel nord Italia, nome in codice Aemilia. Un secondo troncone dell’operazione risale invece al 4 gennaio scorso per l’esecuzione di 16 misure cautelari e sette avvisi di garanzia.

 

IL COLLEGIO DIFENSIVO

 

Nel nutrito collegio difensivo compaiono i nomi di Saverio Loiero, Sergio Rotundo, Gianni Russano, Romualdo Truncè, Salvatore Iannone, Gregorio Viscomi, Vincenzo Girasole, Giancarlo Pittelli, Anselmo Mancuso, Piero Mancuso, Giovanni Merante, Luigi Colacino, Salvatore Staiano, Antonietta De Nicolò, Luigi Falcone, Mario Saporito, Pasquale Le Pera, Tiziana Saporito, Giuseppina Pino e Stefania Rania.

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