La sentenza di Lucano mette la parola fine alla fiction sul modello Riace. Fiorello: «Vicino a Mimmo»

Il film girato tre anni fa non ancora andato in onda. L'attore siciliano: «Gli voglio bene e non posso che stargli accanto in questo momento». Intanto il senatore Gasparri ha annunciato che chiederà conto in Commissione Vigilanza sui costi della fiction

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di Ilario  Balì
1 ottobre 2021
10:21

Prima programmata, poi messa in stand by. E adesso forse definitivamente soppressa. Dopo la sentenza di ieri che ha condannato alla pena di 13 anni di reclusione l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano le speranze di una messa in onda di “Tutto il mondo è paese”, la fiction Rai liberamente ispirata alla storia dell’accoglienza a Riace con protagonista Beppe Fiorello, sembrano definitivamente tramontate. Lo sceneggiato, scritto da Fabio Bonifacci per la regia di Giulio Manfredonia, è stato girato nella Locride nell’estate 2017. Qualche mese dopo il primo avviso di garanzia per il già primo cittadino e blitz della Finanza nell’ambito dell’indagine “Xenia” hanno costretto i vertici di viale Mazzini a sospendere il film dal palinsesto.

«Ho visto subito questo prodotto, ha un grande codice valoriale ma quando si decide la messa in onda bisogna farlo con tutto il rigore possibile – aveva dichiarato il direttore di Rai 1 Stefano Coletta lo scorso gennaio - Quindi aspettiamo il giudizio di primo grado». Adesso che una prima verità processuale è stata accertata, che ne sarà di quella tormentata fiction?


«Mimmo ha detto al mondo che la Calabria può essere libera - ha detto Fiorello nel corso di un’intervista a Repubblica - e questa cosa non ha fatto comodo. Questo è il momento di agire, di prendere una posizione netta, umana e chiara. Io Mimmo non lo lascio solo. Gli voglio bene e non posso che stargli accanto in questo momento».

Intanto il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha annunciato che chiederà conto in Commissione Vigilanza sui costi della fiction. «Nel leggere della sua condanna a 13 anni però – prosegue Gasparri – ritengo che si dovrebbero cacciare tutti quelli che in Rai hanno realizzato una fiction su di lui prima ancora di conoscere l’epilogo delle vicende giudiziarie. È una vergogna che la Rai abbia sprecato dei soldi per fare una fiction intempestiva».

Giornalista
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