Lamezia, nel bonus ristrutturazioni la svolta per smantellare il campo rom di Scordovillo

VIDEO | L’Aterp aderendo alla misura governativa sta per mettere mano al suo ampio patrimonio da rinnovare. In questo modo si avrebbero alloggi in cui dislocare le famiglie ancora nel ghetto

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di Tiziana Bagnato
13 ottobre 2020
18:37

Potrebbe essere nel super bonus del 110 per cento volto introdotto dall'ex decreto maggio la chiave di volta per risolvere l’atavico problema della collocazione della popolazione di origine rom di Lamezia Terme, la maggior parte della quale al momento allocata nel campo di Scordovillo. Lo ha spiegato il sindaco Paolo Mascaro intervistato dalla nostra testata. L’Aterp avrebbe già portato avanti tutte le procedure per accedere alla misura governativa e riuscire così a mettere mano al suo vasto patrimonio.

Gli alloggi da sistemare a Lamezia 

Centinaia gli alloggi a Lamezia che necessitano di interventi strutturali, molti quelli inagibili e tanti altri ancora quelli rimasti allo stato di scheletri. Ora si fa concreta la possibilità di poterne recuperare almeno una parte e di potere, quindi, procedere a quello smantellamento del campo chiesto dalla Prefettura già nel 2011. Una situazione allarmante che si trascina da tempo, un campo rom ghetto, il più grande del Sud Italia in cui vivono al momento 99 famiglie e 416 persone. Condizioni igienico sanitarie precarie, fogne a cielo aperto, livello di scolarizzazione bassissimo, frequenza delle lezioni pari a zero, abbandoni scolastici ripetuti. E poi ancora, microcriminalità, reati ambientali. Scordovillo è una vera e propria bomba ad orologeria, un fortino con le sue leggi.

 

Non va meglio in quei quartieri ad alta densità di residenti di origine rom trasformatisi in altri ghetti. Ne sono un esempio Ciampa di Cavallo e San Pietro Lametino. Mancano le case per potere smantellare Scordovillo, mancano le occasioni per potere centellinare le famiglie sul territorio evitando di creare nuovi ghetti e gran parte del patrimonio Aterp distribuito in città sta andando in malora.

Le strategie dell'Aterp 

Ma la svolta potrebbe essere vicina tra un rinnovato patrimonio Aterp e l’Agenda Urbana. Quest’ultima prevede «“Progetti di equa dislocazione” abitativa, in antitesi ai modelli concentrativi, per il superamento e la fuoriuscita dai campi rom esistenti nelle aree urbane”, con l’azione 9.4.1 ”Interventi di potenziamento del patrimonio pubblico privato esistente e di recupero di alloggi di proprietà del Comune e ex Iacp per incrementare la disponibilità di alloggi sociali e servizi abitativi per categorie fragili per ragioni economiche e sociali. Interventi infrastrutturali finalizzati alla sperimentazione di modelli innovativi sociali e abitativi».

I progetti sull'inclusività

Intanto si lavora sull’inclusività tramite, ad esempio, il progetto “Inclusion – Promozione dell’equità e lotta alla povertà educativa ai tempi del covid-19” portato avanti dall’associazione Papa Giovanni XXIII. Le attività, inserite nell’ambito dell’avviso “EduCare” per il finanziamento di progetti di educazione non formale e informale e di attività’ ludiche per l’empowerment dell’infanzia e dell’adolescenza, prevedono l’integrazione e l’inclusione di 50 minori presenti nel campo rom di Scordovillo attraverso il loro inserimento in parrocchie e altre agenzie di socializzazione presenti nel territorio, anche tramite la presenza di mediatori culturali. Terminate da poco le colonie estive portate avanti dall’associazione Donne e Futuro.

Giornalista
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