Le mani della ‘ndrangheta su economia e politica nel Crotonese, chieste 70 condanne

Il processo è scaturito dall’operazione Stige della Dda di Catanzaro. Al termine della requisitoria il pm ha invocato il carcere oltre che per i vertici della cosca Farao-Marincola di Cirò, anche per alcuni ex amministratori comunali della zona

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di Redazione
4 dicembre 2020
19:14

Oltre che per i vertici della cosca, condanne pesanti per alcuni ex amministratori comunali del crotonese sono state richieste dal pm della Dda, Domenico Guarascio, a conclusione della requisitoria pronunciata nel corso del processo che si sta celebrando davanti al Tribunale di Crotone, scaturito dall’operazione 'Stige', grazie alla quale nel 2018 la Dda di Catanzaro mise in luce le infiltrazioni della cosca Farao-Marincola di Cirò nella politica e nell’economia del territorio.

 


Requisitoria che si è protratta per tre udienze durante le quali il magistrato ha ripercorso ogni tappa dell’inchiesta Stige e ricostruito l’intricato puzzle di collegamenti tra gli esponenti della cosca, i politici e gli imprenditori del territorio che secondo l’accusa hanno agevolato il clan nei suoi affari illegali. Settanta le condanne richieste dal pm Guarascio per complessivi 759 anni di reclusione, ma anche 18 assoluzioni.

 

Tra gli imputati per associazione mafiosa figurano gli ex sindaci di Cirò Marina Nicodemo Parrilla (che al momento dell’arresto era anche presidente della Provincia di Crotone) e quello di Strongoli Michele Laurenzano, per i quali il pm ha chiesto 12 anni di reclusione ciascuno; 20 anni di reclusione invece la richiesta per l’ex assessore comunale di Cirò Marina, Giuseppe Berardi. Due gli anni di reclusione chiesti per gli ex consiglieri del Comune di Crucoli, Tommaso Arena e Gabriele Cerchiara che devono rispondere del reato di intestazione fittizia di beni. Le richieste più pesanti della pubblica accusa hanno riguardato i vertici della cosca: 24 anni di carcere per i boss di Cirò Giuseppe e Silvio Farao e per Vincenzo Giglio ritenuto a capo della cosca di Strongoli; 20 anni sono stati chiesti per Pasquale Spadafora, ritenuto il capo della cosca a San Giovanni in Fiore; 18 anni la richiesta di condanna per il figlio di Silvio Farao, Giuseppe, per Vincenzo Farao e Francesco Morrone. Tra gli imprenditori che la Dda ritiene collusi alla cosca il pm ha ritenuto di chiedere 16 anni per Antonio Giorgio Bevilacqua (titolare dell’azienda di smaltimento rifiuti Derico) e 12 anni per Valentino Zito (titolare dell’omonima cantina).

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