A Catanzaro la Calabria che combatte la mafia incontra il procuratore nazionale De Raho

Giornata di studio sui fenomeni mafiosi e sulla legge regionale 9/2018 in un auditorium Casalinuovo gremito di studenti 

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di Rossella  Galati
13 dicembre 2018
19:27

«Penso che queste siano importanti manifestazioni di sostegno per le imprese e i cittadini che vivono correttamente, per quelli che denunciano. Credo che sia veramente la migliore dimostrazione di come si possa risollevare un territorio e costituire come regione una barriera di contrasto alle mafie». Così il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho intervenendo a Catanzaro, all'auditorium Casalinuovo, alla giornata di studio sui fenomeni mafiosi e sulla legge regionale 9/2018, alla presenza degli studenti catanzaresi. Ad accoglierlo il presidente della commissione regionale contro la 'ndrangheta Arturo Bova, che ha fortemente voluto l'iniziativa, e il presidente della Regione Mario Oliverio.

 

Giovani e lotta alla 'ndrangheta

«Quella di oggi è una giornata importante e la presenza del procuratore De Raho è certamente significativa e qualifica questo evento - ha affermato il governatore -. Noi abbiamo dotato la regione di uno strumento legislativo che consente di fare anche politiche attive coinvolgendo soprattutto i giovani  e le scuole. Il contrasto alla criminalità passa certamente attraverso l'azione delle forze dell'ordine, della magistratura ma passa soprattutto attraverso una crescita di consapevolezza dei cittadini e in modo particolare dei giovani che sono i messaggeri di freschezza e di energie che possono consentire di prosciugare l'acqua nella quale il pesce della criminalità organizzata si alimenta. La nostra iniziativa legislativa va in questa direzione».

 

Esperienze a confronto

I vari momenti della giornata, moderati dai giornalisti Michele Albanese e Arcangelo Badolati, hanno registrato il contributo di diverse personalità impegnate quotidianamente e su vari fronti nel contrasto al fenomeno ndranghetistico, da don Ennio Stamile, coordinatore di Libera Calabria a Gaetano Saffioti, imprenditore e testimone di giustizia, da Salvatore Curcio, procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, a Marisa Manzini, procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Cosenza, da Roberto di Bella, presidente del Tribunale dei Minorenni di Reggio Calabria a Isabella Mastropasqua, direttore del Centro Giustizia Minorile per la Calabria, da Angelo Sposato, segretario generale Cgil Calabria, ad Angela Napoli, già componente della commissione Parlamentare Antimafia. Il convegno, che è stato aperto dai saluti del presidente della commissione antindrangheta e del presidente del consiglio regionale della Clabria Nicola Irto «si inserisce in un contesto ben più ampio di collaborazione tra i presidenti delle commissioni antimafia d'Italia, con la Procura Nazionale Antimafia e con tutti gli altri operatori che sono impegnati, in campo istituzionale soprattutto, nel contrasto del fenomeno mafioso - spiega Arturo Bova -, una finestra particolare è dedicata alla legge 9/2018 che è stata approvata all'unanimità dal consiglio regionale della Calabria di cui sono orgogliosamente promotore e primo firmatario».

 

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