Il nuovo rapporto Europol sulle reti criminali più minacciose decodifica il successo dei clan che «collaborano con avvocati, contabili ed esperti di logistica». Tra alleanze globali in America Latina e infiltrazioni silenziose nelle imprese legali, ecco come l'organizzazione calabrese è diventata un'entità (quasi) indistruttibile
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Un recente rapporto di Europol delinea un panorama della criminalità organizzata in rapida evoluzione. In questo scenario, le reti criminali più pericolose (Mtcn) non operano più come entità isolate, ma come parte di un ecosistema fluido e interconnesso. In questo contesto, la 'ndrangheta emerge come uno degli attori più sofisticati, capace di mantenere una posizione di dominanza assoluta nonostante la crescente pressione internazionale.
Perché la ’ndrangheta è un modello di resilienza
Mentre molte reti criminali moderne tendono a essere fluide o frammentate, la 'ndrangheta appartiene alla categoria delle Mtcn persistenti. Si tratta di organizzazioni caratterizzate da una struttura gerarchica solida, spesso descritte come reti di tipo mafioso o basate su clan familiari.
Questa struttura garantisce una straordinaria stabilità: quasi l'80% di queste reti è attivo da almeno tre anni, e un terzo opera da oltre un decennio. La forza della 'ndrangheta risiede nella sua capacità di riorganizzazione: se un membro o un leader viene arrestato, i legami familiari e le amicizie di lunga data assicurano che altri ne prendano il posto, con i capi che spesso continuano a dirigere le operazioni anche dal carcere.
Il dominio globale: la connessione latinoamericana
La 'ndrangheta ha consolidato una posizione di egemonia nel traffico internazionale di cocaina, stabilendo rotte commerciali estese in America Latina. Secondo il rapporto dell’Europol, l'organizzazione ha successo perché garantisce un controllo "end-to-end" (da cima a fondo) del processo criminale: dalla produzione nelle aree di origine alla distribuzione finale nei porti europei.
Un elemento distintivo della sua strategia è la collaborazione opportunistica: la 'ndrangheta si avvale spesso di reti criminali albanesi per supervisionare le transazioni e le operazioni sul campo direttamente in America Latina. Questo dimostra un'agilità transnazionale che le permette di operare come una multinazionale del crimine, presente contemporaneamente in più giurisdizioni per minimizzare i rischi.
I legami tra ’ndrangheta e mafia albanese
«Settantacinque reti di traffico di droga che operano sia nell'Ue che in America Latina - spiega l'Europol - non hanno membri latinoamericani. Alcune reti con sede nell'Ue, o provenienti da regioni limitrofe all'Ue, si sono insediate in America Latina per approvvigionarsi di cocaina direttamente da controparti locali. Questo è particolarmente vero per le reti italiane e dei Balcani Occidentali». In questo contesto, la ’ndrangheta «è riuscita a stabilire una posizione dominante nel traffico di droga dall'America Latina. Alcune reti albanesi si sono insediate in America Latina e continuano a trarre vantaggio dai loro rapporti commerciali con i cartelli. Anche altre reti dei Balcani Occidentali hanno ampliato il loro coinvolgimento nel traffico di cocaina».
Poli-criminalità e infiltrazione nell'economia legale
Sebbene il traffico di droga rimanga il pilastro centrale, la 'ndrangheta incarna perfettamente il concetto di poli-criminalità. Queste reti combinano spesso il narcotraffico con altre attività illecite, tra cui reati finanziari ed economici come frodi e contraffazione di beni, traffico di altri beni (tramite l’utilizzo delle rotte consolidate per trasportare armi e tabacco insieme alla droga).
O ancora l’abuso di strutture commerciali legali: circa l'85% delle reti criminali più minacciose utilizza aziende legittime per occultare crimini e riciclare denaro.
La 'ndrangheta investe massicciamente in settori "cash-intensive" (ad alta intensità di contante) come l'ospitalità, la logistica e l'edilizia, infiltrando l'economia reale e inquinando la libera concorrenza dei mercati legali. Per farlo, si avvale della collaborazione — spesso forzata o collusa — di professionisti chiave come avvocati, contabili ed esperti di logistica, che forniscono una facciata di legalità alle operazioni illecite.
Il "blueprint" dell'opportunismo
L'organizzazione opera seguendo quello che Europol definisce un blueprint (schema) di opportunismo criminale. La 'ndrangheta non si limita a rispondere alla domanda di beni illeciti, ma scansiona i sistemi mondiali — digitali, finanziari e geopolitici — alla ricerca di debolezze strutturali da sfruttare.
Che si tratti di utilizzare tecnologie di comunicazione criptata all'avanguardia per eludere le indagini o di sfruttare le vulnerabilità dei nodi logistici (porti e magazzini), l'organizzazione dimostra una capacità di adattamento superiore, trasformando la complessità della società moderna in un'opportunità di profitto.
La sfida della risposta sistemica
Il rapporto sottolinea che colpire i singoli leader della 'ndrangheta non è più sufficiente. Poiché queste reti sono profondamente integrate in ecosistemi fluidi, la loro neutralizzazione richiede un approccio sistemico che vada oltre i metodi convenzionali.
È necessaria una cooperazione multidisciplinare tra forze dell'ordine, autorità pubbliche e settore privato per chiudere i varchi legali e finanziari che la 'ndrangheta sfrutta. Solo riducendo le opportunità criminali e rafforzando la resilienza delle infrastrutture legali sarà possibile contrastare un'organizzazione che ha fatto dell'adattamento e dell'infiltrazione la sua arma più potente.

