Frode informatica

Mail false per truffare utenti nel Cosentino, ora le vittime dovranno essere risarcite

Tra le persone finite nella trappola del “Phishing” ci sono persone residenti a Roggiano Gravina e Spezzano Albanese. La decisione è stata assunta dalla Banca d’Italia con due provvedimenti distinti e separati. Ecco la ricostruzione dei fatti

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di Antonio Alizzi
8 giugno 2022
15:35

Con due distinti provvedimenti, la Banca D’Italia attraverso l’Arbitrato Bancario Finanziario di Bari, nelle rispettive riunioni del 15 maggio 2022 e del 7 giugno 2022, il Collegio ha accolto i ricorsi presentati dal Legal Manager e Criminologo Forense Salvatore Novelli (dello Studio Legale Esbardo&Partners) aventi ad oggetto la frode informatica notoriamente conosciuta come “Phishing”, un illecito civile e penale rientrante nelle nuove condotte criminose note come “Cyber Crimes”. Tra i truffati ci sono persone residenti a Roggiano Gravina e Spezzano Albanese.

Con l’espressione “Phishing” si fa riferimento ad una truffa operata tramite Internet, caratterizzata dall’invio di messaggi di posta elettronica mendaci, che imitano perfettamente la grafica di istituti di credito e postali. Queste e-mail e/o messaggi inducono in errore l’utente, il quale ritiene di essere stato contattato dalla propria banca. Invero, l’e-mail incriminata, contiene un link che rinvia ad un sito-truffa, in apparenza del tutto simile all’originale. In generale, lo scopo dei cyber-criminali, si sostanzia nel carpire le credenziali del malcapitato correntista, per poi impiegarle fraudolentemente, al fine di sottrarre liquidità.


Infatti i ricorrenti, ricevevano un messaggio sul proprio cellulare, che sembrava provenisse da “PosteInfo”, dove venivano invitati a compilare un modulo accedendo ad un link, è precisamente https://rb.gv/suokhm in quanto per motivi di sicurezza, il conto era stato momentaneamente limitato.

Nel dispositivo si legge che l’Intermediario – in questo caso Poste Italiane – corrisponda al ricorrente la somma sottrattagli dal conto corrente oltre alle spese della procedura quale rimborso della somma versata alla presentazione del ricorso, inoltre a corrispondere alla Banca D’Italia le somme, quale contributo alle spese della procedura. Ora si attendono le motivazioni della decisione.

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