Maltempo blocca impianti rifiuti nel Crotonese, il sindaco: «Serve una discarica pubblica»

All’Assemblea dei sindaci dell’Ato Voce ribadisce: «Il punto di partenza è il piano d’ambito: la provincia deve autodeterminarsi. Per il momento immondizia conferita a San Giovanni in Fiore»

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di Francesca Caiazzo
11 dicembre 2020
12:20

L’alluvione di fine novembre ha rimesso in luce le criticità del sistema rifiuti nel crotonese. Sia la discarica di Columbra che l’impianto di Ponticelli hanno subito danni con il conseguente stop alla raccolta della spazzatura. A Crotone, la differenziata porta a porta non è mai partita e quella sua strada fa registrare percentuali bassissime; nei comuni dove il servizio è attivo, è da giorni che salta il ritiro dell’umido.

Problemi che sono stati affrontati ieri sera nell’Assemblea dei sindaci dell’Ato, svoltasi in seduta straordinaria nella sala consiliare dell’ente pitagorico, subito dopo la Conferenza dei sindaci sull’emergenza Covid.


Il maltempo aggrava la situazione

«C’è da lavorare tanto per rimettere a posto tutto il ciclo dei rifiuti» ammette a margine dell’incontro il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, eletto proprio ieri sera presidente dell’Assemblea dei sindaci dell’Ato. «Abbiamo visto le criticità nei giorni scorsi con l’alluvione, che ha bloccato l’impianto di Ponticelli e la discarica Sovreco, che si è allagata. L’acqua nella discarica significa percolato, rifiuti speciali da mandare in impianti di trattamento».

 

Impianti fermi, a Crotone, significa spazzatura per strada. Per superare il problema nell’immediato, si valuta una soluzione tampone. L’emergenza, ritiene Voce, dovrebbe durare pochi giorni: «Non so se allo stato attuale i rifiuti vengono già conferiti a San Giovanni in Fiore. Dovrebbe essere firmato un contratto per 540 tonnellate. Vediamo se Sovreco riesce a recuperare la capacità di conferimento o se dovremmo rivolgerci a quella discarica».

Il piano d'ambito

Voce ribadisce la necessità per l’Ato di Crotone di dotarsi di una propria discarica pubblica: «Per quanto possa essere spinta la raccolta differenziata, ci sarà sempre una razione che dovrà andare in discarica o al termovalorizzatore».

 

La vera difficoltà, ammette il sindaco, è individuare il sito dove realizzarla: «Una discarica di poche centinaia di migliaia di metri cubi potrebbe essere sufficiente per l’Ato Crotone per 10-15 anni. Il punto di partenza è il piano d’ambito: la provincia di Crotone deve autodeterminarsi sul ciclo dei rifiuti e decidere cosa intende fare con la frazione organica e il secco indifferenziato».

Nuovo incontro la prossima settimana

La discussione riprenderà la prossima settimana, quando i sindaci torneranno a riunirsi. Intanto, nell’incontro di ieri, sono stati eletti anche i due vicepresidenti dell’Assemblea: Antonio Barberio e Sergio Bruno, rispettivamente sindaci di Scandale e di Strongoli.

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