Mazzette in cambio di assoluzioni, indagini chiuse per il sindaco di Rende Manna e il magistrato Petrini

Il reato aggravato dalle modalità mafiose per aver avvantaggiato la cosca Lanzino Patitucci. Emergono anche ulteriori favori che il magistrato avrebbe ricevuto per il cugino della compagna

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5 ottobre 2021
20:06

Corruzione in atti giudiziari aggravata dalle modalità mafiose. È questo il reato che la Procura di Salerno contesta al sindaco di Rende e neo eletto presidente di Anci Calabria, Marcello Manna, e all'ex presidente di sezione della Corte d'Appello di Catanzaro Marco Petrini, già condannato a quattro anni e quattro mesi di reclusione nell'ambito dell'inchiesta Genesi che ha disvelato un sistema di corruzione negli uffici giudiziari catanzaresi.

La corruzione

L'avviso di conclusione delle indagini, firmato dal sostituto procuratore Francesca Fittipaldi e dall'aggiunto Luigi Alberto Cannavale, rappresenta, infatti, un nuovo e diverso filone di indagine incentrato su una presunta corruzione che si sarebbe consumata nel maggio del 2019 quando Marcello Manna, all'epoca dei fatti avvocato di Francesco Patitucci, avrebbe versato a titolo corruttivo una somma di denaro del valore di cinquemila euro al magistrato chiamato a giudicare in secondo grado l'imputato già condannato in primo a trent'anni di reclusione poichè accusato dell'omicidio di Luca Bruni, avvenuto nel gennaio 2012 a Castrolibero, in provincia di Cosenza.


L'assoluzione

Francesco Patitucci fu assolto dalla Corte d'Appello di Catanzaro e, secondo la Procura di Salerno, la somma di denaro versata dall'avvocato Marcello Manna rappresenterebbe il prezzo per l'assoluzione del suo assistito. Il reato è infatti aggravato dalle modalità mafiose poiché la corruzione avrebbe avvantaggiato la cosca Lanzino-Patitucci «alterando la dialettica processuale inquinando metodologicamente l'iter decisionale della Corte d'Appello» presieduta proprio da Marco Petrini che nel dicembre del 2019 assolse Patitucci dall'accusa di omicidio.

Il finanziamento

Ma il prezzo della corruzione non si risolse solo nel versamento di denaro, secondo la ricostruzione della Procura di Salerno. Il magistrato Marco Petrini avrebbe ricevuto una ulteriore utilità in favore di Mario Vitale, cugino della compagna dell'ex presidente di sezione, Stefania Gambardella (non indagata), che attraverso l'intermediazione dell'avvocato Marcello Manna ottenne un contributo dalla Fondazione Calabria Film Commission, all'epoca presieduta da Giuseppe Citrigno (non indagato) del valore di 175mila euro per la produzione di un cortometraggio. Anche in questo caso la stipula della convenzione avvenne nell'ottobre del 2019.

Posizioni stralciate

Stralciate dall'inchiesta le posizioni di Francesco Patitucci e Luigi Gullo, avvocato di Cosenza e co-difensore assieme a Marcello Manna, che comparivano nella richiesta di incidente probatorio avanzata nel settembre del 2020 dalla Procura di Salerno. Stralciata inoltre la posizione di Antonio Ioele, nei confronti del quale il Tribunale di Cosenza aveva disposto una confisca di beni annullata poi in Corte d'Appello - sezione misure di prevenzione. Il magistrato Marco Petrini, assistito dall'avvocato Francesco Calderaro, ha già chiesto di essere interrogato nei prossimi giorni per poter chiarire la sua posizione. 

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